cctm collettivo culturale tuttomondo Anna Achmatova Al collo i grani di un minuscolo rosario
Al collo i grani di un minuscolo rosario
nell’ampio manicotto nascondo le mani,
gli occhi guardano distrattamente
e più non piangono ormai.
E il viso sembra più pallido
per la seta che tende al lilla,
giunge fin quasi alle sopracciglia
la mia frangetta non ondulata.
E non è simile a volo
questa lenta andatura,
come se avessi sotto i piedi una zattera,
non i quadrelli di legno del pavimento.
E la pallida bocca è leggermente dischiusa,
ineguale il faticoso respiro,
e sul mio petto tremano i fiori,
del non avvenuto convegno.
Anna Achmatova
da Poesie, Sansoni, 1951

foto: Andrea Kiss – fair use
Anna Andréevna Achmátova (Bol’soj Fontan, 1889 – Mosca, 1966) è stata una poetessa russa, considerata tra le maggiori del secolo in lingua russa.
Compose la prima opera, La sera, nel 1912, alla quale seguì Il rosario nel 1914. Lo stormo bianco (1917), Piantaggine (1921), Anno Domini MCMXXI (1922) sono raccolte di versi ispirate dall’esperienza biografica. Dopo la fucilazione del marito nel 1921, seguì una lunga pausa, che ruppe nel 1940 con Il salice e Da sei libri. Il figlio Lev fu imprigionato fra il 1935 e il 1940 nel periodo delle grandi purghe staliniane. Espulsa dall’Unione degli Scrittori Sovietici nel 1946 con l’accusa di estetismo e di disimpegno politico, riuscì tuttavia ad essere riabilitata nel 1955, pubblicando nel 1962 un’opera alla quale lavorava già dal 1942, il Poema senza eroe.
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