cctm collettivo culturale tuttomondo Fabrizio De André Guerra
Io della guerra ne ho parlato molto, ne ho parlato attraverso la Guerra di Piero, e la Ballata dell’eroe, soprattutto nella Guerra di Piero attraverso i racconti che mi faceva mio zio, fratello di mia mamma, che si fece tutta la campagna di Albania, Ho parlato della guerra anche in episodi apparentemente marginali come nel Fiume Sand Creek uno dei tanti massacri perpetrati ad opera di un gruppo di alcolizzati, americani guidati da un certo colonnello Chivington, ho parlato di un episodio di un anziano palestinese che piangeva il suo ragazzo macinato dai cingoli di un carrarmato israeliano durante l’invasione a Sidone. Ho parlato di tutto questo, può darsi che io sia riuscito a scuotere lievemente la coscienza di qualcuno, ma non è servito assolutamente a niente.
Fabrizio De André

foto: Fabrizio De André
Fabrizio De André (Genova, 1940 – Milano, 1999) è stato un cantautore italiano.
Considerato uno dei più importanti, influenti e innovativi cantautori italiani, è conosciuto anche con l’appellativo di Faber che gli dette l’amico Paolo Villaggio, con riferimento alla sua predilezione per i pastelli e le matite della Faber-Castell, oltre che per l’assonanza con il suo nome, e talvolta come “il cantautore degli emarginati” o il “poeta degli sconfitti”.
In quasi quarant’anni di attività artistica, De André ha inciso quattordici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite in antologie. Molte sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli e prostitute, e alcune per il loro valore poetico sono accolte da antologie scolastiche già dai primi anni settanta. I testi hanno meritato a De André l’elogio del poeta Mario Luzi.
Insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco, è uno degli esponenti della cosiddetta scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana. È l’artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe e un Premio Tenco. Nel 1997 gli venne conferito il Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano Smisurata preghiera. La popolarità e l’alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni, dopo la sua morte, a dedicargli vie, piazze, parchi, teatri, biblioteche e scuole. (fonte Wikipedia)
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