cctm collettivo culturale tuttomondo Thomas Mann La lingua degli angeli

Sì, caro signore, per me non c’è dubbio che gli angeli nel cielo parlano italiano. Impossibile immaginare che queste beate creature si servano di una lingua meno musicale.
Thomas Mann
da Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull, Mondadori, 1955
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opera: Beato Angelico, Incoronazione della Vergine, 1435 (dettaglio)
Thomas Mann (Lubecca, 1875 – Zurigo, 1955), è stato uno scrittore e saggista tedesco, Premio Nobel per la Letteratura nel 1929.
Dopo la morte del padre si trasferisce prima a Monaco con la famiglia, poi soggiorna con il fratello a Roma e Palestrina. Tornato a Monaco, lavora nella redazione del Simplicissimus, ma presto si dedica esclusivamente alla letteratura.
Il primo dopoguerra segna la sua definitiva affermazione, diventando massimo rappresentante della letteratura tedesca. Nel 1929 vince il Premio Nobel per la letteratura e pochi anni dopo decide di lasciare la Germania per trasferirsi prima nei Paesi Bassi e in seguito negli Stati Uniti dove rimane fino al 1952 per poi spostarsi in Svizzera.
Mann sin da subito imposta la problematica dell’isolamento dell’individuo di fronte alla società borghese, e porterà avanti tale questione in tutti i suoi romanzi e racconti. Decisivo per il suo sviluppo intellettuale diventa l’incontro con il pensiero nietzscheano, mentre nella qualità della scrittura subisce l’influenza dei grandi scrittori russi che si nota facilmente in uno dei suoi romanzi più importanti, Buddenbrooks: decadenza di una famiglia (1901).
Tra le altre sue opere ricordiamo Altezza Reale, La montagna incantata, Giuseppe e i suoi fratelli, Tristano, La morte a Venezia.
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La figura di Felix Krull ha accompagnato per quasi mezzo secolo l’esperienza letteraria di Thomas Mann. Probabilmente ispirato alle `memorie del geniale avventuriero Manolescu, il libro narra la turbolenta esistenza di un singolare imbroglione che, grazie alla sua estrema disinvoltura, riesce ad inserirsi nel mondo della grande borghesia conseguendo un incredibile successo. Dotato di notevole prestanza fisica unita ad una naturale eleganza, Felix Krull è vittima compiacente della propria inesauribile fantasia. Non un volgare mistificatore quindi, ma piuttosto un esteta che esercita l’inganno, rivelandone il gusto raffinato di una espressione artistica.
