cctm collettivo culturale tuttomondo Teresa Ciabatti Donnaregina

Questa è la storia di Giuseppe Misso detto ’o Nasone, accusato di rapina a mano armata, furto, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 38 omicidi commessi, 108 ordinati, ma per qualcuno molti di più.
Il mio proposito è andare a intervistarlo cercando di essere imparziale. Dirsi: indaga l’uomo – quale uomo, quello che ha ucciso 150 persone, colui che è accusato di strage? (accusato e assolto).
Questa è la storia di Giuseppe Misso, da non confondere con il ben minore Giuseppe Misso Junior, ’o Chiattone, che troverete in rete, del nostro non esistono foto recenti. Le ultime risalgono a trent’anni fa. Non confondetelo col nipote Junior, dunque, tantomeno con Emiliano Zapata, nipote anche lui, indicato per sbaglio come suo successore.
Non Junior, non Zapata, bensì Giuseppe Misso in persona devo incontrare. Il superboss che non parla con nessuno stavolta ha accettato a condizione che il giornalista non fosse di giudiziaria, meglio se una donna, qualcuno libero da pregiudizi – ha preteso col giornale.
Più avanti capirò che libero da pregiudizi significa poco pratico di camorra, non a conoscenza della sua vicenda criminale. Più avanti ancora avrò il dubbio che lui cercasse una persona da raggirare, questo tuttavia sarà molto dopo.
Teresa Ciabatti
incipit di Donnaregina, Mondadori, 2025
Teresa Ciabatti, nata e cresciuta a Orbetello, vive a Roma.
I suoi romanzi sono: Adelmo, torna da me (Einaudi Stile Libero), I giorni felici (Mondadori), Il mio paradiso è deserto (Rizzoli), Tuttissanti (Il Saggiatore), Matrigna (Solferino). Con La più amata (Mondadori) è stata finalista al premio Strega nel 2017. Sembrava bellezza è uscito nel 2021. Collabora con il “Corriere della Sera”, “Sette” e “la Lettura”.
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In questo romanzo Teresa Ciabatti dà conferma della sua capacità unica di raccontare gli interni delle esistenze, di dare sostanza agli aspetti chiaroscurali, di metterci di fronte degli specchi in cui riconoscere parti di noi che forse preferiremmo non guardare. La voce narrante vuole suscitare sensazioni, scatenare cortocircuiti, portare a galla contraddizioni quotidiane. E lo fa mettendo in scena un antagonista estremo. Nel farlo, la stessa protagonista si mette in discussione: ciò che ascolta la avvelena e, da un certo punto in poi, l’aiuta.
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