cctm collettivo culturale tuttomondo Sylvia Plath da La campana di vetro
Lo vedi che cosa può succedere in America, avrebbero detto. Una ragazza vive per diciannove anni in un paesello sperduto, senza nemmeno i soldi per comprarsi una rivista, poi ottiene una borsa di studio per il college, vince un premio, poi un altro e finisce che ha New York ai suoi piedi, come se fosse la padrona della città. Peccato che io non ero padrona di niente, nemmeno di me stessa. (…)
Mi sentivo inerte e vuota come deve sentirsi l’occhio del ciclone: in mezzo al vortice, ma trainata passivamente.
Sylvia Plath
da La campana di vetro, Mondadori, 1979

foto: Sylvia Plath by Rollie McKenna, 1959 – fair use
Pubblicato nel 1963, un mese prima del suicidio dell’autrice, La campana di vetro è l’unico romanzo di Sylvia Plath. Fortemente autobiografico, narra con stile limpido e teso e con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, i tabù capaci di stritolare qualunque adolescenza nell’ingranaggio di una normalità che ignora la poesia.
Sylvia Plath (Boston, 1932 – Londra, 1963) è stata una poetessa e scrittrice statunitense.
Conosciuta soprattutto per la sua poesia, che le è valsa anche il premio Pulitzer, assegnato postumo nel 1982, Sylvia Plath ha anche scritto un romanzo, diversi libri per bambini, lettere e diari.
Raccolte poetiche
Il colosso (The Colossus and Other Poems, 1960)
Poppies in July (1962)
Ariel (1965, pubblicata postuma)
Crossing the Water (1971)
Winter Trees (1971)
Le poesie raccolte (The Collected Poems, 1981)
Poesie selezionate (Selected Poems, 1985)
Prosa
La campana di vetro (The Bell Jar, 1963), pubblicato sotto lo pseudonimo di Victoria Lucas
Johnny Panic e la Bibbia dei sogni (Johnny Panic and the Bible of Dreams, 1977)
Diari (The Journals of Sylvia Plath, 1982)
Lettere a casa (Letters Home: Correspondence 1950–1963, 1975)
Libri per bambini
A letto, bambini! (The Bed Book, 1976)
Max e il vestito color zafferano (The It-Doesn’t-Matter-Suit, 1996)
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