cctm collettivo culturale tuttomondo Herman Melville (USA)

Traversando lentamente la coperta dal portello, Achab si piegò alla banda e guardò come l’ombra dentro l’acqua affondava e affondava al suo sguardo, quanto più lui si sforzava di penetrarne la profondità. Ma i dolci aromi di quell’aria incantata parvero alla fine dissipare, per un attimo, l’oggetto canceroso nel suo cuore.
Quell’aria beata, felice, quel cielo ammaliatore, lo afferrarono in fine carezzevoli; la terra matrigna, da tanto tempo crudele, repulsiva, gettava ora braccia appassionate intorno al suo collo ostinato e pareva singhiozzare su di lui dalla gioia, come su uno che, per quanto indurato e peccatore, ella trovasse ancora nel suo cuore la forza di salvare e benedire.
Da sotto il cappello tirato sugli occhi, Achab lasció cadere una lacrima in mare. Nè l’intero Pacifico contiene una ricchezza pari a quell’unica minuscola goccia.
Herman Melville
da Moby Dick, Mondadori, 2004
Herman Melville (New York, 1819 – New York, 1891) è stato uno scrittore e poeta statunitense.
Tra i fondatori della letteratura americana, dopo aver trascorso avventurosamente la giovinezza, imbarcato su mercantili e baleniere, si dedicò alla carriera di scrittore con alterne fortune.
I suoi primi romanzi, narrazioni di avventure nei mari del sud, conobbero un notevole successo, rendendolo uno dei più noti autori di storie marinaresche. Ma la sua popolarità declinò dopo la pubblicazione di Moby Dick (1851), che pure fu accolto con favore dai recensori, specie inglesi. Alla sua morte, Melville era quasi completamente dimenticato, anche se diversi suoi romanzi erano regolarmente ristampati.
Moby Dick del 1851, ritenuto il suo capolavoro, fu riscoperto solo nel 1921 grazie a una biografia di Raymond Weaver.
Oggi è considerato una delle opere fondamentali della letteratura di tutti i tempi. In essa, la dissennata caccia del capitano Achab alla balena bianca acquista i contorni di un dramma faustiano in cui l’uomo, nel tentativo folle di trascendere i limiti propri della sua condizione, condanna sé stesso e i suoi seguaci al baratro morale, all’annichilimento della ragione, alla morte.
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