cctm collettivo culturale tuttomondo Chandra Candiani Meraviglia
Una buona pratica preliminare di qualunque altra è la pratica della meraviglia. Esercitarsi a non sapere e a meravigliarsi. Guardarsi attorno e lasciar andare il concetto di albero, strada, casa, mare e guardare con sguardo che ignora il risaputo. Esercitare la meraviglia cura il cuore malato che ha potuto esercitare solo la paura.
Chandra Candiani
da Questo immenso non sapere, Einaudi, 2021

foto: Édouard Boubat – fair use
Chandra Livia Candiani (Milano, 1952) è una poetessa e traduttrice italiana.
Ha pubblicato le raccolte di poesie Io con vestito leggero (2005), La nave di nebbia. Ninnananne per il mondo (2005), La porta (2006), Bevendo il tè con i morti (2007 e 2015), La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (2014), Fatti vivo. 2006-2016 (2017), Vista dalla luna (2019); La domanda della sete 2016-2020 (2020); ha inoltre firmato Questo immenso non sapere. Conversazioni con alberi, animali e il cuore umano (2021) e la raccolta di racconti Sogni del fiume (2022).
Ha scritto di lei Vivian Lamarque: «non fa in tempo ad aprire bocca che nasce una poesia».
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Questo è un libro disordinato. E l’autrice ha scelto di lasciarlo cosí. «Perché ogni disordine ha un suo ordine interno e misterioso. Forse è l’andatura della mente, forse quella del ricordo, forse è l’intenzione di essere volatile o l’aspirazione alla semplicità, in ogni caso è qualcosa di sfuggente che non vuole essere imbrigliato in un piano: come un animale o come un albero della foresta, non addomesticati, inutili, nel senso che non si curano di avere uno scopo, sono in vita e gli basta. Il disordine è questo essere cosí come si è seguendo un filo illogico di stare al mondo». Ognuno di noi nel momento in cui accetta di non sapere si apre alla meraviglia e alla infinita sperimentazione in un inesorabile avvicinamento al mondo animale e vegetale.
