cctm collettivo culturale tuttomondo Misuzu Kaneko (Giappone)
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Meraviglia di Misuzu Kaneko (Nagato, 1903 – Senzaki, 1930)
Mi chiedo perché
la pioggia che cade dalle nuvole nere
brilli come argento.
Mi chiedo perché
il baco da seta che mangia le foglie verdi
del gelso sia così bianco.
Mi chiedo perché
il fior di luna di cui nessuno si cura
fiorisca da solo.
Mi chiedo perché
tutti quelli a cui chiedo queste cose
ridano come sia una cosa normale.
da Sei un’eco? La poesia perduta di Misuzu Kaneko, 2016
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video: mixkit
Kaneko Misuzu, nata Teru Kaneko (Nagato, 1903 – Senzaki, 1930), è stata una poetessa giapponese nota soprattutto per le sue poesie per bambini.
Nacque in un piccolo villaggio di pescatori di sardine, Senzaki (oggi quartiere di Nagato, nella prefettura di Yamaguchi), dove la vita marina e il paesaggio del porto influenzarono profondamente il suo immaginario poetico. Cresciuta in un ambiente semplice, si avvicinò alla poesia leggendo riviste letterarie per bambini e scoprendo il mondo della letteratura moderna giapponese.
Nel 1923 iniziò a lavorare nella libreria dello zio a Shimonoseki, dove conobbe le riviste di poesia per ragazzi come Akai tori (“Uccelli rossi”) e vi pubblicò la sua prima poesia, I pesci (Uo‑tachi). Negli anni successivi ottenne un grande successo, pubblicando circa 512 brevi componimenti, caratterizzati da uno sguardo candido, gentile e profondamente empatico verso ogni forma di vita, anche le più umili.
La sua vita privata fu segnata da difficoltà coniugali e da un matrimonio sofferto con un uomo che la costrinse anche a interrompere la scrittura; dopo la separazione, perse la custodia della figlia, Fusae, a causa della legislazione giapponese dell’epoca. Il 9 marzo 1930, la sera prima che il marito venisse a prendere la bambina, Kaneko Misuzu si suicidò dopo aver preparato la cena e scritto una lettera in cui chiedeva che la figlia fosse cresciuta dalla nonna materna.
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