cctm collettivo culturale tuttomondo Idea Vilarino Non c’è nessuna speranza
di Idea Vilarino (Montevideo 1920 – 2009)
Non c’è nessuna speranza
che tutto si sistemi
che si calmi il dolore
e il mondo si organizzi.
Non bisogna illudersi che
la vita ordini le sue
caotiche esigenze
i ciechi gesti suoi.
Non ci sarà un finale felice
né un bacio interminabile
assorto abbandonato
che preluda ad altri giorni.
Nemmeno ci sarà una fresca
mattina profumata
di giovane primavera
per cominciare allegri.
Anzi tutto il dolore
invaderà di nuovo
e non ci sarà cosa libera
dalla sua dura macchia.
Bisognerà andare avanti
continuare a respirare
sopportare la luce
e maledire il sonno
cucinare senza fede
fornicare senza passione
masticare senza voglia
per sempre senza lacrime.
da La sudicia luce del giorno, Edizioni QuattroVenti, 1989

foto: Idea Vilarino
traduzione: Martha Canfield
La poesia di Idea Vilarino Non c’è nessuna speranza rappresenta bene le sue poemas de amor, dedicate ad un amore intenso ed infelice, totale e malato, infinito e triste, irrealizzato (la dolorosa relazione con lo scrittore Carlos Onetti e le strane vicende del loro rapporto) che l’accompagnerà per tutta la vita.
Idea Vilariño (Montevideo 1920 – 2009) è stata poetessa, donna di lettere e militante politica uruguaiana.
Nella decade degli anni ’50 inizia a definirsi la sua voce poetica, forte e austera, che ancora oggi è riconosciuta e ammirata. Nocturnos (1955), Poemas de amor (1957) e Pobre mundo (1966) sono le tre raccolte che, negli anni, hanno ricevuto maggior risonanza e che ancora oggi rappresentano il nucleo espressivo principale della poetessa. Ritmo e musicalità sono le sue prerogative espressive ed è per questo che musica alcune poesie e scrive testi di canzoni. La canción y el poema (o la canción) interpretata da Alfredo Zitarrosa e Los orientales sono solo due fra i titoli che la inseriscono, legittimamente, nel panorama della canzone popolare uruguaiana. Ferma sostenitrice della cultura tanghera pubblica anche alcuni saggi sul tango: Las letras de tango (1965) e El tango cantado (prólogo y antología) (1981). Negli anni ’70 intraprende, a più riprese, alcuni progetti di traduzione del teatro shakespeariano e non solo. Nel 1966 riceve il Premio Nacional de Literatura, che rifiuta. Più tardi, nel 1987 riceve il Premio José Enrique Rodó. Nel 2004 riceve il Premio Konex Mercosur per le lettere, come scrittrice più influente. Oggi rimane una figura decisiva della cultura uruguaiana.
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cctm collettivo culturale tuttomondo Idea Vilarino Non c’è nessuna speranza
