cctm collettivo culturale tuttomondo Umberto Galimberti Anestesia
Il piacere dell’anestesia è il più sottile dei piaceri, forse il più insidioso, senz’altro il più diffuso.
Lo incontriamo ogni volta che accendiamo una sigaretta per attuire noia o stress, piccoli indizi della fatica di vivere, ogni volta che ci affidiamo all’alcol per liberare quanto siamo costretti abitualmente a reprimere.
Umberto Galimberti
da L’ospite inquietante, Feltrinelli, 2008

foto: Sandro Giordano – fair use
Umberto Galimberti (Monza, 1942) è un filosofo, saggista e psicoanalista italiano.
Compiuti gli studi di filosofia e psicologia, è attualmente professore ordinario di filosofia della storia presso l’Università di Venezia. Professore associato fino al 1999, precedentemente (dal 1976 al 1983) è stato professore incaricato di antropologia culturale. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association of Analytical Psychology.
Allievo di Karl Jaspers durante alcuni soggiorni in Germania, ne ha tradotto in italiano le opere. Ha dedicato anche alcuni studi a Edmund Husserl e a Martin Heidegger. Dal 1995 collabora con il quotidiano «la Repubblica».
Tra le sue opere si ricordano: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente (1975), Psichiatria e fenomenologia (1977), Il corpo (1983), Dizionario di psicologia (1992), Psiche e tecne. L’uomo nell’età della tecnica (1998), Gli equivoci dell’anima (1999), Orme del sacro (2000), L’ospite inquietante (2007), Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine (2008), La morte dell’agire e il primato del fare nell’età della tecnica (2009), I miti del nostro tempo (2009), Cristianesimo (2012), La disposizione dell’amicizia e la possessione dell’amore (2016), La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo (2018), Che tempesta! (2021 con Anna Vivarelli), Il libro delle emozioni (2021) e L’etica del viandante (2023).
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