cctm collettivo culturale tuttomondo Franco Arminio I non amanti
Hanno un nome preciso i non amanti, quelli che non hanno creduto al nostro corpo, che hanno scansato il nostro amore perché era poco o era troppo.
Franco Arminio
da La Cura dello Sguardo, Bompiani, 2024

immagine dal web
Franco Arminio (Bisaccia, 1960) è un poeta, scrittore e regista italiano.
Collabora con diverse testate locali e nazionali come “il manifesto”, “Il Mattino” di Napoli, “Ottopagine”, “Corriere del Mezzogiorno”, ed è animatore del blog “Comunità Provvisoria”. Paesologo, Arminio racconta i piccoli paesi d’Italia, e ha realizzato anche vari documentari. Nel 2009, con Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia (Laterza) ha vinto il Premio Stephen Dedalus per la sezione “Altre scritture”. Nel luglio 2011, con Cartoline dai morti (Nottetempo) ha vinto per la seconda volta il Premio Stephen Dedalus per la sezione “Altre scritture”.
Tra i suoi libri: Viaggio nel cratere (Sironi, 2003), Circo dell’Ipocondria (Le Lettere, 2006), Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia (Laterza, 2008), Poeta con famiglia (Edizioni d’If, 2009), Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta (Laterza, 2009), Cartoline dai morti (Nottetempo, 2010), Oratorio bizantino (Ediesse, 2011, prefazione di Franco Cassano), Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori, 2013), La punta del cuore, una raccolta di poesie dedicate alla madre (Mephite, 2013), Nuove cartoline dai morti (Pellegrini, 2016), Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra (Chiarelettere, 2017), Lettera a chi non c’era (Bompiani, 2021), Studi sull’amore (Einaudi, 2022), Canti della gratitudine (Bompiani, 2024), Accorgersi di essere vivi. Un breviario per chi ha perso la via (Ponte alle Grazie, 2024).
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Percorrendo l’Italia palmo a palmo, nella sua paziente auscultazione del mondo, già da tempo Franco Arminio registrava una epidemia in corso: quella dell’“autismo corale”, che ci vede rinchiusi dietro i nostri piccoli schermi, impegnati in una comunicazione che ha perso ardore e vitalità. In questo libro il poeta torna a donarci le sue parole come fiaccole per illuminare il presente e ci offre il suo stesso corpo come testimonianza, come repertorio di tentativi e rimedi. Sono pagine fitte come gli scaffali di un antico speziale, allineano racconti visionari accanto a vere e proprie orazioni civili, che pongono domande e chiedono risposte con vibrante ostinazione. La cura invocata passa sempre attraverso una lingua che si fa strumento di conoscenza, alla ricerca di una comunicazione, di un senso condiviso, di quella intima vicinanza della quale abbiamo tutti più che mai bisogno.
