cctm collettivo culturale tuttomondo Umberto Bellintani (Italia)

Forse allora avrei potuto dirti
alcune parole, sfiorare la tua bocca
con qualche sillaba, un bacio
forse il più caldo. Un bacio…
Poi sono partito. E tu volevi…
o non volevi che restassi?
Umberto Bellintani
da Nella grande pianura, Mondadori, 1998
_
immagine dal web
Maestro appartato e totalmente autonomo della nostra poesia novecentesca, Umberto Bellintani ha realizzato un’opera la cui originalissima evidenza cresce sempre più d’importanza e s’impone agli occhi di ogni attento lettore. Nel suo percorso appare netta quell’energia espressiva che riesce a far coesistere, nei movimenti di una pronuncia nobilmente impostata, elementi di una personale esperienza di vita, legata a eventi di varia natura, con formidabili aperture visionarie, passando da un profondo senso dell’arcano a immagini e presenze di una primitività dirompente.
Umberto Bellintani (San Benedetto Po, Mantova, 1914-1999) frequentò l’Istituto d’Arte di Monza, alla scuola di Marino Marini, diplomandosi in scultura nel 1937.
Richiamato alle armi nel 1940, combatté in Albania e in Grecia, e fu prigioniero, dal 1943 al 1945, in campi di lavoro, tra cui Dachau. Si dedicò inizialmente alla scultura, che poi abbandonò, passando alla poesia e pubblicando nel 1953 la sua prima raccolta, Forse un viso tra mille (Vallecchi). Decisiva l’uscita da Mondadori nel 1963 di E tu che m’ascolti. Seguì un lunghissimo periodo di volontaria assenza, fino al ritorno con il riassuntivo Nella grande pianura, pubblicato da Mondadori nel 1998.
_
Si precisa che la diffusione di testi o immagini è solo a carattere divulgativo della cultura e senza alcuno scopo di lucro, nè rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza alcuna periodicità specifica. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Nel caso si dovesse involontariamente ledere un qualsiasi copyright d’autore, il contenuto verrà rimosso immediatamente su segnalazione del detentore dell’avente diritto
