cctm collettivo culturale tuttomondo Bruno Munari (Italy)
Quando qualcuno dice: “Questo lo so fare anch’io”, vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima. Bruno Munari
Bruno Munari (Milano, 1907 – Milano, 1998) è stato uno dei più grandi artisti e designer italiani del Novecento.
La sua ricerca poliedrica ha abbracciato pittura, scultura, grafica, design industriale, cinema e didattica, rendendolo una figura unica nel panorama artistico internazionale.
Tra le sue opere più celebri: le “macchine inutili” (1933), che esplorano il movimento senza scopo funzionale; il posacenere Cubo (1957) per Danese Milano, un esempio di design geniale e funzionale; e i “libri illeggibili”, che raccontano storie solo attraverso immagini.
Munari ha fondato il MAC (Movimento Arte Concreta) nel 1948 e ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio della creatività nei bambini, sviluppando un metodo didattico basato sul gioco e sulla fantasia. La sua ironia, rigore progettuale e capacità di unire arte e tecnologia hanno influenzato generazioni di designer e artisti.

foto: Bruno Munari
When someone says, ‘I could do that too,’ what they really mean is that they could reproduce it — otherwise, they would have done it already. Bruno Munari
Bruno Munari (Milan, 1907–1998) was one of the most influential Italian artists and designers of the twentieth century.
His multidisciplinary work spanned painting, sculpture, graphic design, industrial design, filmmaking, and education, making him a singular figure in the international art and design landscape.
Among his best-known creations are the “Useless Machines” (1933), poetic experiments exploring movement without practical purpose; the Cubo ashtray (1957), designed for Danese Milano, a celebrated example of intelligent and functional design; and the “Unreadable Books,” visual narratives told entirely through images rather than words.
In 1948, Munari co-founded the Movimento Arte Concreta (MAC). He also dedicated much of his career to researching children’s creativity, developing an educational approach grounded in play, experimentation, and imagination. His combination of irony, methodological rigor, and ability to merge art with technology profoundly influenced generations of designers, artists, and educators.
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