cctm collettivo culturale tuttomondo Alfonso Gatto da Poesie d’amore
L’erba di Alfonso Gatto (Salerno, 1909 – Orbetello, 1976)
Soli, nel pianto tuo della mattina,
l’erba, il silenzio, il muovere dell’ombra,
e gli steli del vento. Il tuo sollievo
è di vederti calma nell’attesa
ch’io giunga da lontano, il tuo riposo
è la speranza d’incontrarci a sera
per caso in un inverno.
Lasciarti per sparire,
per essere il tuo cielo dove guardi
senza rimorsi, avere il tuo rimpianto,
la tua memoria, le tue mani vuote…
Forse è più dolce piangermi che avermi.
da Poesie d’amore, Mondadori, 1973

opera: Amedeo Bocchi, 1924
Alfonso Gatto (Salerno, 1909 – Orbetello, 1976) è stato un poeta, scrittore e pittore italiano. È considerato uno dei principali esponenti della poesia ermetica del XX secolo, accanto a figure come Giuseppe Ungaretti.
Trascorse la sua infanzia e adolescenza a Salerno, dove sviluppò una forte passione per la letteratura e la poesia. Dopo aver frequentato il liceo classico Torquato Tasso, si iscrisse all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ma dovette abbandonare gli studi a causa di difficoltà economiche. A 21 anni, si sposò con Jole Turco, la figlia del suo professore di matematica, e si trasferì a Milano, dove si immerse in un ambiente culturale vivace, frequentando artisti e intellettuali dell’epoca. La sua carriera professionale fu variegata: lavorò come commesso in libreria, insegnante, correttore di bozze e giornalista.
Gatto iniziò a scrivere poesie e a collaborare con riviste letterarie innovative. Nel 1936, a causa del suo attivismo antifascista, fu arrestato e trascorse sei mesi nel carcere di San Vittore a Milano. Dopo la guerra, la sua poesia si evolse, riflettendo le esperienze personali e storiche del periodo.
Le sue opere esplorano temi come la natura, l’ esistenza e la complessità della vita umana.
Tra le sue raccolte più significative vi sono Rime di viaggio per una terra dipinta e Desinenze, pubblicata postuma nel 1977.
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