cctm collettivo culturale tuttomondo Rabindranath Tagore Il messaggio della primavera
di Rabindranath Tagore (Calcutta, 1861 – Santiniketan, 1941)
Il boccio del gelsomino
non ha ne’ pena ne’ vergogna
per il suo piccolo sacrificio:
la perfezione, invisibile,
è presente in lui.
Il messaggio della primavera
è prigioniero nel boccio:
la bellezza pone
questo ostacolo
alla bellezza del manifestarsi.
da Il Giardiniere, Guanda, 1984

foto: Unsplash
Rabindranath Tagore (Calcutta, 1861 – Santiniketan, 1941), è stato un poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo bengalese, Premio Nobel per la letteratura nel 1913.
Nato in una famiglia aristocratica di Calcutta, ebbe un’educazione aperta alle tradizioni indiane e alla cultura occidentale, trascorrendo anche un periodo di studi in Inghilterra. La sua attività culturale fu estremamente vasta: compose oltre 2000 poesie, molte delle quali musicate da lui stesso, scrisse drammi, romanzi, saggi e si dedicò anche alla pittura negli ultimi anni della sua vita.
Tagore è conosciuto soprattutto per la sua poesia mistica e sapienziale, che esprime una spiritualità profonda e universale, capace di trascendere confini culturali e religiosi. Le sue opere cercano di toccare il cuore umano, affrontando temi come l’amore, la morte, la natura e la ricerca del divino. Tra le sue raccolte più famose vi è Gitanjali (“Offerta di canti”), per la quale nel 1913 gli è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura: fu il primo non europeo a ricevere questo prestigioso riconoscimento.
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La migliore produzione lirica di Tagore, personalità assai complessa nella quale si fondono la saggezza di una cultura plurimillenaria con la spinta verso la modernità, insignito nel 1913 del Premio Nobel per la letteratura per “la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell’ovest”.
