cctm collettivo culturale tuttomondo Paul Watzlawick (Austria)
Parliamoci chiaro: cosa e dove saremmo senza la nostra infelicità? Essa ci è, nel vero senso della parola, dolorosamente necessaria.
Paul Watzlawick
da Istruzioni per rendersi infelici, Feltrinelli, 1983

immagine dal web
Se siete intossicati per aver seguito scrupolosamente una mezza dozzina di improbabili ricette per la felicită, se ne avete abbastanza dei dissennati consigli di guru e sessuologi, tecnocrati e maestri di vita, delle prediche sull’essere anziché l’avere e sulla pace interiore, questo libro fa per voi.
Ugualmente, non potrete che apprezzarlo se ritenete che il semaforo diventi rosso proprio per voi; se l’assiduo esercizio del sospetto ha finito per plasmare il vostro intuito; se dite spesso: “L’avevo detto io…”; se provate un fremito (d’inconfessabile gioia? d’ira?) quando vi si rivolge la paradossale e paralizzante esortazione: “Sii spontaneo!”.
Per aggredire, in un impeto di filantropia, un’aspirazione tanto funesta, un concetto cosi incistato nella nostra tradizione – la felicità – Watzlawick mobilita tutti gli espedienti argomentativi, tutti i mezzi, dall’intelligenza critica allo humour nero, mettendoci di fronte uno specchio ironico, tenendo viva una costante tensione tra il divertimento e il disagio di riconoscerci, ma non privandoci del piacere d’interpretare il messaggio: come rendersi felicemerite infelici? come evitare di procurarsi infelicità di troppo?
Paul Watzlawick (Villach, 1921 – Palo Alto, 2007) filosofo, sociologo, psicologo austriaco, è considerato uno dei maggiori studiosi della comunicazione.
Vicino al pensiero di Gregory Bateson, ha lavorato dal 1960 al Mental Research Institute di Palo Alto, California, e dal 1976 ha insegnato al dipartimento di Psichiatria e scienza comportamentale dell’Università di Stanford. Delle sue opere Feltrinelli ha pubblicato: Il linguaggio del cambiamento. Elementi di comunicazione terapeutica (1980, 2013), Istruzioni per rendersi infelici (1984, 1999, 2013), America, istruzioni per l’uso (1985, 1999), Di bene in peggio. Istruzioni per un successo catastrofico (1987, 1998, 2013), Il codino del Barone di Münchhausen. Ovvero: psicoterapia e “realtà” (1989, 1991) e, inoltre, la raccolta di saggi sul costruttivismo da lui curata, La realtà inventata (1988, 2006). Tra le altre sue opere è da citare anche Pragmatica della comunicazione umana (Astrolabio, 1971).
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