cctm collettivo culturale tuttomondo Paola Zagarella (Italia)

È il giorno programmato da anni.
Nell’alba infuocata la sabbia riluce e contrasta con il mare di un colore così intenso che la vita sotto sei costretto a immaginarla; la distesa appare un unico tessuto marezzato steso per nascondere l’ignoto.
Se poi si volge lo sguardo verso la costa lontana, la natura è lussureggiante, con i grandi alberi del resort e i lampioni che ne evidenziano le forme secolari.
Raggiungono la spiaggia, la prima meta, la più importante.
Arrivano a gruppi o da soli, sconosciuti incontrati durante il cammino, padri, madri e figli per trovarsi riuniti intorno a un grande scoglio.
Ogni volta, la spiaggia si tramuta in un mercato, centro di domanda e di offerta tra chi desidera e chi esaudisce.
Chi desidera è lì, grazie a un rotolo di quattromila dollari, lì, come ogni giorno, ormai da decenni.
A chi “esaudisce” non importa da dove provengano, se da una città distrutta da un bombardamento, da un paese divorato dalla fame o prosciugato dalla sete, se da un’adolescenza di violenze, se da lavoro forzato o da persecuzioni… non importa.
C’è un abituale fermento che in fretta colora la sabbia di abiti e di canotti, loro li chiamano “rubber boat” e solitamente sono neri come la pece.
Oggi, già pronto sulla battigia ne spicca uno con il colore vivace di un’arancia matura.
Tanti sembrano sorridere, alcuni cantano melopee, altri pregano con gesti rigorosi e diversi tra loro, molti parlano senza capirsi, i più, in silenzio si domandano se questo viaggio li condurrà nei Paesi dove vivono i vacanzieri del resort.
Vogliono andare via, lontano, con i soldi racimolati negli anni anche dagli anziani del villaggio desiderosi di condividere il sogno.
Sono molti ma uno si staglia subito, per quella sua camicia hawaiana arrivata chissà da dove, regalata chissà da chi.
Gli anziani gli avevano prospettato le difficoltà di quel viaggio ma lui si sentiva cresciuto abbastanza da affrontare la verità.
Lui sorride comunque perché al di là dal mare c’è quello che i suoi genitori hanno sempre chiamato “future” e altri “futur”; lui ha sempre desiderato poterlo chiamare “futuro”.
Paola Zagarella
da Il mare non ha colpe, Leucotea, 2025
Paola Zagarella (Genova 1964) dopo la Maturità Classica, la Laurea in Lettere Moderne con indirizzo artistico ha lavorato in diversi ambiti professionali, soprattutto Finaziario e Assicurativo.
L’evidente contrasto tra il percorso di studi e i lavori infine svolti, la spingeranno a inseguire negli anni le proprie passioni.
Nel tempo libero ama dipingere, leggere, scrivere e descrivere ciò che la circonda, dedicandosi in particolare a temi d’interesse contemporaneo.
Nel 2020 pubblica il suo romanzo di esordio, d’ispirazione autobiografica “Storie di una donna di oggi” (con Attestato di merito nel Premio Internazionale ‘Michelangelo Buonarroti’).
Nel 2021, pubblica una ‘Lettera’ nell’antologia “Le parole che non ti ho detto” e un racconto nell’antologia “Racconti Liguri”.
Nel 2022 si classifica al 2°posto, con un racconto breve, nel Concorso Nazionale ‘Emozioni, 2022’ e pubblica il Romanzo “Il rumore delle scale” (con Attestato di merito nel ‘Premio letterario Maria Cumani Quasimodo’).
Nel 2023 pubblica un racconto nell’antologia “21 Storie di mare” e il suo terzo romanzo “Villa Ponente” (Diploma d’onore con menzione d’encomio, nel ‘Premio Internazionale Michelangelo
Buonarroti’).
Nel 2025 pubblica il suo ultimo romanzo “Il mare non ha colpe”.
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