cctm collettivo culturale tuttomondo Italo Calvino Il cavaliere inesistente
Se infelice è l’innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato.
Italo Calvino
da Il cavaliere inesistente, Einaudi, 1959

foto: arkhenry – fair use
Agilulfo, paladino di Carlomagno, è un cavaliere valoroso e nobile d’animo. Ha un unico difetto: non esiste. O meglio, il suo esistere è limitato all’armatura che indossa: lucida, bianca e… vuota. Non può mangiare, né dormire perché, se si deconcentra anche solo per un attimo, cessa di essere. Una storia ambientata nell’inverosimile medioevo dei romanzi cavallereschi, ma vicina più che mai alla realtà del nostro tempo.
Italo Calvino (Santiago de Las Vegas, 1923 – Siena, 1985) è stato uno scrittore e paroliere italiano.
Dopo aver partecipato attivamente alla Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale, intraprese la carriera di scrittore, esordendo con opere di ispirazione neorealista come “Il sentiero dei nidi di ragno”. Nel corso della sua vita letteraria abbracciò diverse correnti, dal neorealismo al postmoderno, con un’ampia produzione che spazia dal fantastico al saggio, caratterizzata da uno stile cristallino e da un interesse per la razionalità e l’ironia. Tra le sue opere più famose ci sono la trilogia “I nostri antenati” (Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente), “Le città invisibili”, “Se una notte d’inverno un viaggiatore” e “Cosmicomiche”.
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