cctm collettivo culturale tuttomondo Diego Valeri Sotto l’albero
di Diego Valeri (Piove di Sacco, 1887 – Roma, 1976)
Sotto l’albero, qui,
tra un tremare di verdi ombre, come acque,
e flagranti occhi di sole,
passa il mattino d’estate, passa
l’estate con la sua felicità.
Felicità di vaste arie, di nubi
grondanti luce,
di frutti d’oro appesi a rami d’oro.
Felicità del vecchio cuore,
vivo, in amore.
da Calle del vento, Mondadori, 1975

opera: Marc Dalessio
Calle del vento è l’ultima raccolta di poesie pubblicata da Diego Valeri.
Luigi Baldacci nel retro-copertina scrive: «Dopo Verità di uno, che uscì nel ’70, c’è stata un’altra tappa importante lungo il cammino poetico di Diego Valeri: la raccolta di Quindici poesie, “paucis amicis”, pubblicata da L’Argine ad Ostiglia (con un’incisione di Omiccioli). Si capiva che era imminente un libro nuovo, e che sarebbe stato uno di quelli di maggior tenuta e coerenza nella storia di Valeri. Coerente a che? Prima di tutto all’idea che di questa poesia ci lasciò Giacomo Debenedetti. Quella “dei giorni in cui meglio accettiamo la vita”, quella che è riuscita a salvare “l’alleanza con la vita”; ma coerente anche a una linea più segreta che sottende a tutto il discorso di Valeri: il prezzo che è necessario pagare per questa accettazione e per questa alleanza».
Diego Valeri (Piove di Sacco, 1887 – Roma, 1976) è stato un poeta, saggista e traduttore italiano.
Professore d’italiano e latino nei licei, insegnò poi letteratura francese nell’università di Padova. Aveva esordito come poeta nel 1913 con la raccolta Le gaie tristezze, cui seguirono Umana (1915), Crisalide (1919) e Ariele (1924): tutti questi volumi confluirono in Poesie vecchie e nuove (1930), mentre i successivi Scherzo e finale (1937) e Tempo che muore (1942) furono riuniti in Terzo tempo (1950). Dopo la guerra pubblicò Metamorfosi dell’angelo (1957), Il flauto a due canne (1958), Poesie (1967, premio Viareggio), Verità di uno (1970), Calle del vento (1975).
Lirico apparentemente facile, dotato di una grazia naturale e di un sicuro istinto del ritmo e del colore, Valeri filtrò nei suoi «smalti veneziani» una consumata esperienza di lettore di poesia: da Pascoli e dal D’Annunzio alcyonico ai crepuscolari, da Verlaine ai post-simbolisti. Nei saggi di letteratura francese e italiana (Poeti francesi del nostro tempo, 1924; Da Racine a Picasso, 1956; Tempo e poesia, 1962; Conversazioni italiane, 1968) contemperò la lezione crociana con l’analisi finissima dei valori linguistici. Fu anche prosatore d’arte (I colli Euganei, 1932; Fantasie veneziane, 1934; Guida sentimentale di Venezia, 1942; Giardinetto, 1974) e traduttore eccellente di Lirici tedeschi (1959) e Lirici francesi (1960). Notevole fortuna ebbe inoltre una sua raccolta di poesie per bambini, Il campanellino (1928).
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