cctm collettivo culturale tuttomondo biblioteche d’Italia – Biblioteca Eco

foto: Biblioteca Eco, Palazzo Poggi, Bologna
La “Biblioteca Eco” apre, a Bologna, le sue porte a dieci anni dalla scomparsa del semiologo e docente dell’Alma Mater e a poche settimane dalla chiusura del grande Convegno internazionale che l’Ateneo gli ha dedicato, a cui hanno partecipato centinaia di studiosi ed esperti da tutto il mondo.
Con oltre 32.000 volumi provenienti dalla casa-studio di Milano, e in attesa che il fondo sia completato nella stessa sede con l’arrivo dei libri della casa di campagna a Monte Cerignone, nelle Marche, la “Biblioteca Eco” rappresenta una delle più significative biblioteche d’autore contemporanee, testimonianza unica del metodo del semiologo dell’Alma Mater, delle sue fonti, dei suoi interessi culturali e delle relazioni intellettuali che hanno alimentato la sua produzione.
A Bologna e nella sua Università Umberto Eco ha svolto una parte fondamentale della propria attività accademica, formando generazioni di studiosi e contribuendo a fare dell’Alma Mater uno dei principali centri internazionali di ricerca nel campo della semiotica e delle scienze della comunicazione.
L’arrivo della sua biblioteca, grazie alla donazione degli eredi, porta alla comunità universitaria e alla città un patrimonio che è servito da strumento di lavoro e laboratorio di idee e luogo di dialogo con la cultura mondiale. La collocazione della raccolta a Bologna rappresenta quindi non solo un omaggio alla figura di Umberto Eco, ma anche il riconoscimento del legame profondo e duraturo che lo ha unito all’Ateneo e al contesto culturale bolognese.
Collocata nell’ala novecentesca di Palazzo Poggi, con accesso da Piazza Puntoni 2, pur nella diversità del luogo, la “Biblioteca Eco” conserva gran parte dell’impianto concettuale originario della raccolta, e si articola in sale tematiche che consentono di esplorare i principali nuclei del pensiero dello studioso.
La biblioteca è stata studiata e rilevata scaffale per scaffale, documentando la posizione dei volumi, le sequenze tematiche e gli accostamenti tra autori e discipline. In questo modo è stato possibile mantenere nella nuova sede bolognese i criteri di organizzazione autoriale che caratterizzavano la biblioteca originaria: il principio del “buon vicino” teorizzato da Aby Warburg e sottoscritto dallo stesso Eco, le relazioni interdisciplinari, i rimandi tra testi e le affinità tematiche che costituivano parte integrante del metodo di lavoro di Eco.
Con l’apertura della Biblioteca Eco, una raccolta nata per l’uso personale di uno studioso diventa patrimonio culturale condiviso, a disposizione della comunità scientifica e del pubblico.
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