cctm collettivo culturale tuttomondo Pier Vittorio Tondelli Addio
Non mi piacciono gli addii, ho imparato a scantonarli; non esiste nulla di definitivo figuriamoci gli addii e i fazzoletti e le strizzate di mano.
Pier Vittorio Tondelli
da Pao Pao, Feltrinelli, 1982

foto: Pier Vittorio Tondelli
Pier Vittorio Tondelli (Correggio, 1955 – Correggio, 1991) è stato uno scrittore, curatore editoriale, saggista, giornalista pubblicista e drammaturgo italiano.
Ha esordito nel 1980 con Altri libertini, il libro che ha raccontato euforie e disperazioni di un’intera generazione. Sono poi seguiti, nel 1982, Pao Pao, un romanzo sull’esperienza militare, il testo teatrale Dinner Party (pubblicato però postumo nel 1994). Nel 1995 pubblica per Bompiani il romanzo Rimini e nel 1986 quel piccolo libro d’ore che è Biglietti agli amici. Il suo ultimo romanzo è Camere separate (1989). Dalla metà degli anni ottanta lavora al “Progetto Under 25”, dedicato alla scrittura delle nuove generazioni, curando tre antologie, Giovani Blues (1986), Belli & perversi (1987) e Papergang (1990). In questi stessi anni partecipa all’ideazione della rivista Panta, edita da Bompiani, che dirige con Elisabetta Rasy e Alain Elkann. Nel primo anniversario della scomparsa la rivista gli ha dedicato un numero monografico. Nel 1990 ha raccolto gran parte della sua produzione giornalistica e saggistica in Un weekend postmoderno, una sorta di “personale” romanzo critico, dedicato alle “cronache degli anni Ottanta”. È un progetto di cui un altro volume, L’abbandono (pubblicato postumo nel 1993), rappresenta l’epilogo.
La sigla PAO, che sta per Picchetto Armato Ordinario, evoca l’esperienza della caserma, punto di partenza di un romanzo in cui Tondelli narra le storie amorose e comicamente poco marziali che travolgono una compagnia di giovani durante l’anno di servizio militare.
Pao Pao è un testo polifonico dalle molte sorprese, che da una parte narra i mille sotterfugi e umori coi quali i giovani affrontano il rito di passaggio della caserma, e dall’altra riscopre quell’antica arte di sopravvivere che il Bel Paese incessantemente tramanda adeguandola a ogni situazione.
