cctm collettivo culturale tuttomondo Dino Buzzati Che cosa sei
Che cosa sei, creatura mia? di Dino Buzzati (Belluno 1906 – Milano 1972)
Che cosa sei, creatura mia? Un grazioso granellino di polvere sperduto nell’universo. Così solo, semplice e sprovveduto. Se succedesse qualcosa non potresti far altro che nascondere il capino sotto l’ala e lasciarti portar via. Sento il tuo piccolo peso sulla palma della mano, come leggero! Saltelli qua e là, cinguetti, dolce è trattenerti. Ma, per quanto io stringa, tu non entri in me. Uno strato infinitesimo d’aria ci divide sempre, mai e poi mai potremo superarlo. Fuori di me rimarrai dunque, con tutti i tuoi curiosi misteri. Sorrisi, abbracci, cari sguardi, quante inutili fatiche. Mai ci raggiungeremo. Isole solitarie siamo, seminate nell’oceano, e immenso spazio le separa. Baci, giuramenti, lacrime; sono come piccoli ponticelli, ridicoli stecchi che noi tendiamo dalla riva per valicare gli abissi. E ogni giorno si ripete questa assurda storia.
L’unica è forse lasciare la propria isoletta, abbandonare la bella casa tra le palme, i libri e le rose, musica e sogni, gettarsi a nuoto, verso una delle altre isole lontane, che ci sembrano stranamente prossime e invece quanto spazio di mezzo; almeno a una di esse.
Temo però che anche questo non servirà a niente. A nuoto, così da soli, sul mare immenso? Mai e poi mai arriveremo all’isoletta straniera, fosse pure tra le meno lontane; e ci troveremo stanchi, gelati e tristi nel gregge infinito delle onde, non avremo neanche più forze per ritornare.
Tutto inutile dunque? Tentiamo, tentiamo. Laggiù all’orizzonte sulle acque amare, deserte, naviga certe sere Dio con una sua barchetta, invisibile passerà accanto a te che nuoti disperato (può darsi benissimo) e ti toccherà con la sua mano.
da In quel preciso momento, Neri Pozza, 1955

Foto di Tom Winckels su Unsplash
Centocinquantasei scintille del genio letterario di Dino Buzzati: è questo il contenuto di “In quel preciso momento”, una raccolta di prose brevi, racconti lampo, note, appunti, divagazioni, parabole, riflessioni, memorie in cui si ritrovano tutti i temi più cari allo scrittore bellunese, che riesce a ridurre alla quintessenza, a condensare nel giro minimo di una battuta la sua interpretazione del mondo.
Dino Buzzati (Belluno 1906 – Milano 1972), tra i più originali autori italiani del Novecento, entrò nel 1928 al «Corriere della Sera», di cui fu cronista, redattore e inviato speciale.
Esordì nel 1933 con Bàrnabo delle montagne, cui seguirono numerosi romanzi e racconti di successo tra i quali: Il segreto del Bosco Vecchio (1935), Il deserto dei Tartari (1940), La famosa invasione degli orsi in Sicilia (1945), Paura alla Scala (1949), Sessanta racconti (premio Strega nel 1958), Un amore (1963) e Il colombre (1966).
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