cctm collettivo culturale tuttomondo Nina Cassian Mi sveglio
Mi sveglio e dico: sono perduta.
È il mio primo pensiero all’alba.
Comincio bene la giornata
con questo pensiero assassino.
Signore, abbi pietà di me
è il secondo,
e poi scendo dal letto
e vivo come se
nulla mi fosse accaduto.
Nina Cassian
da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, 2013

opera: Henri de Toulouse-Lautrec, La Toilette, 1891
Nina Cassian, pseudonimo di Renée Annie Cassian-Mătăsaru (Galati, 1924 – New York, 2014), è stata una poetessa, scrittrice e traduttrice romena.
Ha studiato Belle Arti e Filologia all’Università di Bucarest, e fin da giovane si è dedicata alla poesia, esordendo negli anni ’40 con influenze surrealiste e tematiche sociali. Negli anni successivi ha aderito per un periodo allo stile imposto dal regime comunista, scrivendo versi encomiastici, per poi tornare a una poesia più autentica a partire dal 1957 con raccolte come Dialogul vântului cu marea (“Dialogo del vento col mare”).
Nel 1985, durante un soggiorno negli Stati Uniti dove teneva un corso di scrittura creativa alla New York University, ha deciso di chiedere asilo politico per sfuggire alla persecuzione da parte della polizia segreta romena, a causa di alcuni suoi testi critici verso il regime. Da allora ha vissuto negli Stati Uniti, continuando la sua attività poetica e artistica fino alla sua morte nel 2014 a New York, per un attacco cardiaco.
Oltre alla poesia, è stata attiva come pittrice, musicista e illustratrice di libri per l’infanzia. Ha inoltre tradotto importanti autori stranieri come Shakespeare, Beckett e Eliot in rumeno, affermandosi come una figura culturale di rilievo sia in Romania che in esilio.
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Si avvertono, nella voce della Cassian, echi ravvicinati di tutta la più nobile stagione del Novecento: da Mandel’štam a Cvetaeva, da Apollinaire a Brecht a Celan, e si potrebbe risalire fino a Emily Dickinson, «sublime sorella», o anche più indietro, all’amoroso furor saffico. Il timbro è unico: diretto, spudorato, strenuamente lirico, a tratti disarmante, a tratti sornione, arguto e brutale al tempo stesso – e nudo, sempre, e sempre seducente.
