cctm collettivo culturale tuttomondo Mario Benedetti – Uruguay
di Mario Benedetti (Paso de los Toros, 1920 – Montevideo, 2009)
Di tanto in tanto l’allegria
tira sassolini alla mia finestra
vuole avvisarmi che è lì che aspetta
ma io mi sento tranquillo
direi quasi in pace
conservo l’angoscia in un angolo nascosto
e poi mi stendo guardando il soffitto
che è una posizione sicura e confortevole
per filtrare cose nuove e crederci
chissà dove fermerò le mie prossime impronte
e quando la mia storia sarà conclusa
chissà quali consigli mi inventerò ancora
che scuse troverò per non seguirli.
E sia! non giocherò allo sfratto
non tatuerò il ricordo con l’oblio
resta ancora molto da dire e da tacere
e resta ancora molta uva da riempire la bocca
E sia! mi do per convinto
che la gioia non tiri più sassolini
aprirò la finestra
aprirò la finestra.
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de Mario Benedetti (Paso de los Toros, 1920 – Montevideo, 2009)
De vez en cuando la alegría
tira piedritas contra mi ventana
quiere avisarme que está ahí esperando
pero me siento calmo
casi diría ecuánime
voy a guardar la angustia en un escondite
y luego a tenderme cara al techo
que es una posición gallarda y cómoda
para filtrar noticias y creerlas
quién sabe dónde quedan mis próximas huellas
ni cuándo mi historia va a ser computada
quién sabe qué consejos voy a inventar aún
y qué atajo hallaré para no seguirlos
está bien no jugaré al desahucio
no tatuaré el recuerdo con olvidos
mucho queda por decir y callar
y también quedan uvas para llenar la boca
está bien me doy por persuadido
que la alegría no tire más piedritas
abriré la ventana
abriré la ventana.
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Photo by Gatis Murnieks on Unsplash
Mario Benedetti (Paso de los Toros, 1920 – Montevideo, 2009), è stato un poeta, saggista, scrittore e drammaturgo uruguaiano.
Il suo romanzo “La tregua” è stato tradotto in più di 15 lingue. La trasposizione cinematografica del libro diede vita ad un film argentino che fu candidato nel 1974 al Premio Oscar come miglior film straniero e fu il primo film argentino e sudamericano a ricevere questa candidatura. Vale anche la pena ricordare che il cantautore spagnolo Joan Manuel Serrat ha inciso il suo disco “ El sur también existe” con poesie di Mario Benedetti.
Mario Benedetti è stato anche un poeta molto amato, soprattutto in tutti gli angoli dell’America Latina, per la sua leggibilità, per il pathos e la gioia che le sue parole suscitano, per il fatto che i suoi versi attirano l’attenzione e stimolano le passioni popolari.
Lirico sì, ma anche poeta civile.
Impegnato sempre nell’azione e nella militanza politica, ha vissuto in esilio (Argentina, Cuba, Spagna) per dieci anni. E dall’esperienza dell’esilio sono nati alcuni tra i più intensi libri di poesia. Lontani da lui il lamento dell’esiliato, o la nostalgia melensa, ha invece esaltato la fierezza dello stare lontano dalla patria per troppo amore per il suo Paese.
Mario partecipò inoltre al film “El lado oscuro del corazón “dove recitava i suoi versi in tedesco. La grande passione per il giornalismo lo portò a fondare e dirigere la rivista “Marginalia” e nel suo ultimo libro “Vivir adrede”, mostrò il suo lato più intimo come essere umano e come scrittore nonché il suo orientamento nei confronti della vita.
Ricordiamo altre delle sue importanti opere come “Chi di noi”, “Grazie per il fuoco “
