cctm collettivo culturale tuttomondo Natalia Ginzburg La città e la casa
Non c’è niente di più triste che vedere la gente che si diverte per forza, perché ha paura del vuoto che c’è dentro.
Natalia Ginzburg
da La città e la casa, Einaudi, 1984

opera: Pieter Bruegel il Vecchio, 1566
Apparso nel 1984, La città e la casa è un romanzo epistolare che racconta la disgregazione della famiglia, la crisi dei ruoli tradizionali, il vuoto drammatico che accompagna la vita dei nostri giorni. La mancanza di virilità, l’assenza della figura paterna, l’insicurezza dei figli compongono i frammenti di un’armonia ormai dispersa in un fitto susseguirsi di eventi spesso drammatici tra Roma, l’Umbria e l’America. Lettera dopo lettera, padri, figli, amici, amanti vengono messi di fronte a se stessi e al loro bisogno di verità. L’autrice ricostruisce le schegge di queste vite e racconta nel consueto stile, asciutto e lirico insieme, la perdita di quel senso di appartenenza che ha il suo simbolo piú evidente nella casa: perché «uno le case può venderle o cederle ad altri finché vuole, ma le conserva ugualmente per sempre dentro di sé».
Natalia Ginzburg, nata Levi (Palermo, 1916 – Roma, 1991), è stata una scrittrice, drammaturga, traduttrice e politica italiana, figura di primo piano della letteratura italiana del Novecento.
La sua vita è stata segnata da eventi storici difficili e pesantissime tragedie personali. Cresce a Torino in un ambiente intellettuale e antifascista, presto duramente colpito dal regime: il marito, il letterato Leone Ginzburg, morirà in carcere nel 1944, dopo essere stato mandato al confino in Abruzzo, con Natalia e i tre figli. L’intreccio di relazioni personali e culturali saranno soggetto del suo capolavoro autobiografico, Lessico famigliare (1963).
Il suo linguaggio è semplice, come i titoli dei suoi romanzi. I personaggi sono messi a vivo nei gesti e nelle semplici parole, attraverso lo sguardo di una donna.
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cctm collettivo culturale tuttomondo Natalia Ginzburg La città e la casa
