cctm collettivo culturale tuttomondo Luigi Tenco Mi sono innamorato di te
Luigi Tenco, Mi sono innamorato di te, 1962
Mi sono innamorato di te
Perché non avevo niente da fare
Il giorno volevo qualcuno da incontrare
La notte volevo qualcosa da sognare
Mi sono innamorato di te
Perché non potevo più stare solo
Il giorno volevo parlare dei miei sogni
La notte parlare d’amore
Ed ora che avrei mille cose da fare
Io sento i miei sogni svanire
Ma non so più pensare
A nient’altro che a te
Mi sono innamorato di te
E adesso non so neppur io cosa fare
Il giorno mi pento d’averti incontrata
La notte ti vengo a cercare
Luigi Tenco, Mi sono innamorato di te, 1962
musica e testo di Luigi Tenco
video: Luigi Tenco e Donatella Turri dal film La cuccagna, di Luciano Salce, 1962
Luigi Tenco (Cassine, 1938 – Sanremo, 1967) è stato un cantautore, poeta, compositore e polistrumentista italiano.
Considerato uno tra i pionieri della canzone d’autore genovese insieme a Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Gino Paoli e Umberto Bindi, nel 1953 si trasferì a Genova dove scoprì la passione per la musica, formando i primi gruppi jazz come i Jelly Roll Morton Boys Jazz Band e suonando clarino, chitarra e altri strumenti. Tenco incise i suoi primi singoli per Ricordi dal 1959, affrontando spesso la censura per testi considerati audaci per l’epoca.
Discografia Principale
La produzione di Tenco include circa 15 album, 35 singoli e numerose raccolte postume, con circa 100 brani totali pubblicati tra il 1959 e il 2009. Tra i primi 45 giri spiccano “Mai/Giurami tu” (1959), “Quando/Sempre la stessa storia” (1960) e “Il mio regno/I miei giorni perduti” (1961). L’album d’esordio omonimo Luigi Tenco (1962, Ricordi) contiene successi come “Mi sono innamorato di te”, “Angela” e “Cara maestra”; seguirono Un giorno dopo l’altro (1966, RCA) e Tenco (1966), con l’ultimo singolo “Ciao amore ciao”/”Lontano, lontano” legato al Festival di Sanremo.
La sua discografia postuma include antologie come Se stasera sono qui (1967), Luigi Tenco canta Tenco, De André, Jannacci, Bob Dylan, Mogol (1972) e raccolte doppie come All the best (1995), Tenco (2002) e Inediti (2009)
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