cctm collettivo culturale tuttomondo haiku Matsuo Bashō
Languore d’inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento.
Matsuo Bashō

foto: Mihaela Ivanova – fair use
L’haiku è una forma poetica giapponese di breve durata, caratterizzata da una struttura di 17 sillabe suddivise in tre righe: la prima contiene 5 sillabe, la seconda 7 sillabe, e la terza nuovamente 5 sillabe. Questo stile poetico è emerso nel Giappone del 17° secolo come una reazione concisa alle tradizioni poetiche più elaborate.
Matsuo Bashō (1644 – 1694) è stato un poeta giapponese del periodo Edo, considerato il massimo maestro giapponese della poesia haiku.
Si dedicò sin da giovane a comporre poesia ed acquistò in fretta una certa fama. Ai suoi tempi, gli haiku erano una sorta di poesia di intrattenimento, ritenuta molto semplice e diffusa anche tra gli strati più bassi della popolazione proprio per la loro semplicità. In concomitanza con alcuni eventi della sua vita, Bashō cominciò a provare insoddisfazione nei confronti della vita di città. Prima si avvicinò alle pratiche della meditazione zen, poi cominciò ad intraprendere viaggi a piedi sempre più lunghi attraverso il Giappone feudale.
Alcune delle strade che percorse erano molto pericolose, ma è proprio nel viaggio che trovò la pace che cercava e che arrivò a sviluppare una serie di riflessioni, che ha trascritto in alcuni diari. I diari offrono una testimonianza di come mano a mano crescono le sue abilità introspettive e di osservazione della natura e dei suoi cambiamenti. Nei diari sono contenuti anche numerosi esempi di haiku, che mano a mano diventano sempre più profondi e volti a cogliere e trasmettere il fascino di un unico breve momento, sia esso di bellezza, consapevolezza, tristezza o altro.
La sua fama crebbe moltissimo, tra un viaggio e l’altro ebbe modo di accogliere ed istruire numerosi discepoli, ma è solo dopo la sua morte che la sua opera venne pubblicata ed ebbe un enorme successo.
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cctm collettivo culturale tuttomondo haiku Matsuo Bashō
