cctm collettivo culturale tuttomondo Françoise Sagan
Esito ad apporre il nome, il bel nome grave di tristezza su questo sentimento, del quale la noia, la dolcezza mi ossessionano. È un sentimento così completo, così egoista che io quasi me ne vergogno mentre la tristezza mi è sempre parsa onorevole. Non conoscevo lei, ma la noia, il rimpianto, e più raramente i rimorsi. Oggi, qualcosa si ripiega su me come una seta, snervante e dolce, e mi separa dagli altri.
In quell’estate avevo diciassette anni ed ero perfettamente felice. Gli “altri” erano mio padre ed Elsa, la sua amante.
Françoise Sagan
incipit di Bonjour tristesse, Longanesi, 1954

foto: Françoise Sagan, 1954 – fair use
Come ogni anno Cècile passa le vacanze estive in Costa Azzurra. I primi giorni, vissuti all’insegna della spensieratezza in compagnia del padre giovanile e della sua attuale amante Elsa, bella ma ingenua, vengono interrotti dall’arrivo di Anne, un’amica della madre di Cècile, morta anni prima. Il padre ne è attratto a tal punto che in pochi giorni decide di sposarla, a costo di abbandonare uno stile di vita lussurioso e libero. La simpatia che Cècile prova per Anne non le impedisce di vederla come una rivale, come una minaccia per la propria libertà e così mette in scena un gioco sottile per dividere i due nuovi amanti. Un piano perfetto, ma con esiti inaspettati e ben più tragici del previsto.
Françoise Sagan, pseudonimo di Françoise Quoirez (Cajarc, 1935 – Équemauville, 2004), è stata una scrittrice francese.
Figlia di una famiglia della media borghesia del sud-est della Francia che si trafserì nel periodo bellico a Lione e successivamente a Parigi.
Inizia giovanissima a scrivere, per la rivista Elle, dei brevi servizi dall’Italia, che avevano come titolo Buongiorno Napoli, Buongiorno Venezia, titolo che già richiama quello del suo primo grande successo come romanziere, Buongiorno tristezza. Con una vita molto sregolata, amante dell’alcol e delle macchine veloci, Sagan incarna tutta quella generazione di donne che hanno deciso di esibire la loro indipendenza e spregiudicatezza, anche attraverso la trasgressione e diventa ben presto un’icona degli intellettuali degli anni cinquanta e sessanta. Grandissimo il successo dei suoi romanzi, da alcuni dei quali sono stati tratti anche dei film. Autrice molto prolifica (più di 50 opere tra romanzi, sceneggiature e opere teatrali), ha vissuto i suoi ultimi anni dimenticata e in gravi difficoltà economiche.
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