cctm collettivo culturale tuttomondo Francesco Pastonchi (Italia)
Sole di febbraio di Francesco Pastonchi (Riva Ligure, 1874 – Torino,1953)
Sole dipinto su chiazze di neve
di tra gli alberi scarni. Le colline
si piegano soavi ad invocare
passi di giovinezza. È tardi, è tardi
ora e il riassaporarli amaro.
Ma è felicità nell’aria, e voglia
d’incontri ha il cuore per solinghe strade,
dove già forse qualche orma di primule
lascia coi nudi piedi primavera.
da Endecasillabi, Mondadori, 1949

opera: Betsy O’Neill
Francesco Pastonchi (Riva Ligure, 1874 – Torino, 1953) è stato un poeta e critico letterario italiano.
Allievo del poeta Arturo Graf, insegnò letteratura italiana all’Università di Torino a partire dal 1935. Fu, oltre che poeta, prosatore, drammaturgo e critico d’arte (i suoi articoli uscirono sul Corriere della Sera). I versi di Pastonchi attraversano molte tendenze letterarie: parnassianesimo, estetismo, decadentismo. Ebbe larga fama ai suoi tempi, ma ebbe anche molti detrattori; forse le sue migliori poesie si trovano nelle ultime raccolte (I versetti e Endecasillabi), dove lo scrittore, ormai in età matura, non di rado si lascia andare ad una sincera malinconia e mette in risalto, oltre alla consapevolezza della propria solitudine, gli aspetti più semplici e nello stesso tempo più esaltanti della natura.
Opere poetiche
“Saffiche (1891-92)”, Minetti, Chiabra & C., Savona 1892.
“Aurei distici”, Vachieri, Sanremo 1895.
“La Giostra d’Amore e le Canzoni (1893-95)”, Treves, Milano 1898.
“A mia madre. Tre canzoni”, Zanichelli, Bologna 1900.
“Italiche”, Streglio, Torino 1903.
“Belfonte. Sonetti”, Streglio, Torino 1903.
“Sul limite dell’ombra”, Streglio, Torino-Genova 1905.
“Il pilota dorme”, Formiggini, Genova 1913.
“Il randagio. Poema”, Mondadori, Roma 1921.
“Italiche. Nuove poesie”, Mondadori, Roma-Milano 1923.
“I versetti”, Mondadori, Milano 1931.
“Rime dell’amicizia”, Mondadori, Milano 1943.
“Endecasillabi”, Mondadori, Milano 1949.
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