cctm collettivo culturale tuttomondo Tomas Tranströmer da Poesia dal silenzio
Ci sentiamo sempre più giovani di quel che siamo.
Mi porto dentro i miei volti precedenti,
come un albero contiene i suoi anelli.
Io sono la loro somma.
Lo specchio vede solo il mio ultimo volto,
ma io so anche tutti quelli precedenti.
Tomas Tranströmer
da Poesia dal silenzio, Crocetti, 2001

foto: Tony Luciani – fair use
Tomas Tranströmer (Stoccolma, 1931 – Stoccolma, 2015) è stato uno scrittore, poeta e traduttore svedese.
Le sue poesie sono caratterizzate da immagini evocative e concise, spesso tratte dalla natura e dalla vita quotidiana. I suoi temi ricorrenti includono la memoria, l’isolamento, la trasformazione e la ricerca di significato.
Tranströmer ha ricevuto numerosi premi per il suo lavoro, tra cui il Nordic Council’s Literature Prize nel 1990, il Premio Struga e il Neustadt International Prize for Literature nel 1990.
Quando vince il premio Nobel per la letteratura, nel 2011, Tomas Tranströmer è da tempo un autore di culto e le numerose opere critiche sulla sua poesia, uscite non soltanto in Svezia, ne dimostrano “la straordinaria potenza lirica e la prepotente fecondità delle immagini” (M. C. Lombardi). Fin dal suo esordio con la raccolta “17 Dikter” (1954), infatti, Tranströmer si afferma come il miglior poeta svedese della sua generazione.
Il suo metodo compositivo, originale e riconoscibile, si manifesta nella creazione di nuove formazioni linguistiche e di immagini inconsuete, nell’accostamento di elementi appartenenti a diverse aree semantiche, nella semplicità formale soltanto apparente, in realtà sintesi di complesse riflessioni concentrate in un conciso schema metrico, e soprattutto nell’uso sorprendente di metafore, che diventano anche proiezioni di processi inconsci.
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