cctm collettivo culturale tuttomondo John Keats Ode all’autunno

Ode all’autunno di John Keats (Londra, 1795 – Roma, 1821)
Stagione di nebbie e morbida abbondanza,
tu, intima amica del sole al suo culmine,
che con lui cospiri per far grevi e benedette d’uva
le viti appese alle gronde di paglia dei tetti,
tu che fai piegare sotto le mele gli alberi muscosi del casolare,
e colmi di maturità fino al torsolo ogni frutto;
tu che gonfi la zucca e arrotondi con un dolce seme
i gusci di nocciola e ancora fai sbocciare
fiori tardivi per le api, illudendole
che i giorni del caldo non finiranno mai
perché l’estate ha colmato le loro celle viscose.
Chi non ti hai mai vista, immersa nella tua ricchezza?
Può trovarti, a volte, chi ti cerca,
seduta senza pensieri sull’aia
coi capelli sollevati dal vaglio del vento,
o sprofondata nel sonno in un solco solo in parte mietuto,
intontita dalle esalazioni dei papaveri, mentre il tuo falcetto
risparmia il fascio vicino coi suoi fiori intrecciati.
A volte, come una spigolatrice, tieni ferma
la testa sotto un pesante fardello attraversando un torrente,
o, vicina a un torchio da sidro, con uno sguardo paziente,
sorvegli per ore lo stillicidio delle ultime gocce.
E i canti di primavera? Dove sono?
Non pensarci, tu, che una musica ce l’hai.
Nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore,
e toccano con rosea tinta le pianure di stoppia:
allora i moscerini in coro lamentoso, in alto sollevati
dal vento lieve, o giù lasciati cadere,
piangono tra i salici del fiume,
e agnelli già adulti belano forte del baluardo dei colli,
le cavallette cantano, e con dolci acuti
il pettirosso zufola dal chiuso del suo giardino:
si raccolgono le rondini, trillando nei cieli.
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Foto di Anastasia Zolotukhina su Unsplash
John Keats (Londra, 1795 – Roma, 1821) è stato un poeta britannico, unanimemente considerato uno dei più significativi letterati del Romanticismo.
Malgrado la morte prematura e le circostanze tanto sfavorevoli Keats è considerato uno dei maggiori esponenti del Romanticismo inglese. L’inadeguatezza della preparazione tecnica e il gusto scarsamente formato non riuscirono ad intaccare il suo genio, che decise di seguire con cieca fiducia, evitando di imitare quei grandi maestri che aveva studiato così avidamente.
Fu proprio questa la formula vincente di Keats, che fra tutti i poeti inglesi a lui contemporanei fu forse quello con maggiore temperamento artistico, sempre vigile nel cogliere la bellezza delle cose, e gli aspetti più intimi della sensibilità romantica: pure i suoi conoscenti ebbero modo di ammettere che «nulla gli sfuggiva. Il ronzio di un’ape, vista d’un fiore, lo splendore del sole sembravano far vacillare la sua stessa vita: l’occhio gli si accendeva, gli si colorivano le guance, le labbra gli tremavano».
Non a caso, il suo itinerario di poesia si svolse sotto la grande ombra di William Shakespeare, e lo stesso Keats ebbe coscienza della spirituale tutela e dell’indiscutibile influsso che il Bardo dell’Avon esercitava su di lui, tanto che la qualità shakespeariana della sua opera omnia è stata poi confermata dai suoi critici maggiori … continua a leggere su Wikipedia
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