cctm collettivo culturale tuttomondo Alessandro Morandotti (Italia)
Troppo cibo rovina lo stomaco, troppa saggezza l’esistenza.
Alessandro Morandotti
da Le minime di Morandotti, Scheiwiller, 1980

opera: Javier Marín, MODELO IV, 2026
Alessandro Morandotti (1909 – 1979), è stato un antiquario e aforista italiano, corrispondente da Parigi, Vienna e Berlino per diversi testate italiane, tra le quali “Il Corriere della Sera”.
Dopo la laurea all’Università Bocconi di Milano, un breve periodo di lavoro alla Pirelli e un’attività di segretario al Teatro alla Scala utile ad alimentare le proprie passioni musicali, Morandotti all’inizio del 1937 venne impiegato da Adolph Loewi (1888-1977), antiquario a Venezia in Palazzo Nani Mocenigo.
Nel 1940 si trasferisce a Roma dove apre la ditta “Antiquaria” in Palazzo Massimo alle Colonne, aperta al pubblico fino all’anno della morte.
Le iniziative espositive della Galleria, tese a recuperare vicende trascurate della pittura italiana del Seicento e del Settecento, sono accompagnate da cataloghi subito recepiti come utili strumenti di conoscenza anche dagli storici dell’arte più esigenti; a titolo d’esempio, Roberto Longhi, nel 1953, ricorderà il ruolo avuto da Morandotti, grazie alla sua mostra del 1943 dedicata a Cinque pittori italiani del Settecento, nella riscoperta del grande pittore lombardo Giacomo Ceruti.
Il sodalizio con Giuliano Briganti, compagno di strada dell’avventura di “Cosmopolita”, trova riflessi nell’attività commerciale dell’antiquario e non solo; è la casa editrice che stampa il settimanale a pubblicare il libro che rivela Briganti come uno dei più brillanti storici dell’arte della sua generazione (Il manierismo e Pellegrino Tibaldi, Edizioni di Cosmopolita, 1945), ed è Briganti a curare nel 1950 la mostra dedicata ai “Bamboccianti” organizzata da Morandotti nelle sale dell’ “Antiquaria”.
Si avviava così la riscoperta di quei “caravaggeschi a passo ridotto” (Roberto Longhi) tanto disprezzati dalla storiografia classicista quanto amati dai collezionisti privati fin dal Seicento; la mostra accoglieva, nelle sale di una galleria privata, molte opere concesse in prestito dai musei di Roma, in una rara occasione di collaborazione tra il mercato e la pubblica amministrazione nel corso del secolo passato.
Negli ultimi anni della sua vita, Morandotti coltiva la propria passione letteraria, scrivendo aforismi raccolti in 3 volumi editi da Scheiwiller (Minime, 1979-1980). Un antologia di questa produzione è stata raccolta in un volume dei ‘Meridiani’, Scrittori Italiani di aforismi, II. Il Novecento, a cura di G. Ruozzi, Milano, Arnoldo Mondadori, 1996.
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