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Erberto Carboni (Italia)

16/06/2026 By carlaita

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Erberto Carboni (Parma, 1899 – Milano, 1984) è stato un architetto, designer e pubblicitario italiano.

Laureato in architettura all’Accademia di Belle Arti di Parma (nel 1921, conseguendo il diploma d’onore), si avvia subito alla professione di grafico, aprendo uno studio nella sua città natale (sviluppa materiale pubblicitario per alcune aziende locali).
Inizia anche l’opera di illustratore, collaborando con alcune case editrici nell’allestire l’iconografia di volumi di narrativa di largo consumo e cominciando a lavorare con alcune testate, come “Lidel”, “Novella”, “Dramma”, “Emporium”, “Le Grandi Firme”.
Nel 1932 si trasferisce a Milano, dove entra in contatto con lo Studio Boggeri e con l’Ufficio Pubblicità e Sviluppo della Olivetti.

Diviene in breve apprezzato allestitore per padiglioni espositivi all’interno di rassegne culturali e fieristiche: negli anni Trenta, ricordiamo l’apparato grafico per la Mostra dell’aeronautica italiana alla Triennale di Milano (1934), per l’Expo internazionale di Parigi (1936) e per gli stand per Faesite e Montecatini alla Fiera di Milano (1940).

Non cessa, peraltro, la sua attività nell’illustrazione periodica, collaborando con “L’Ufficio Moderno” (con altri grafici di tale rivista fonda il Gruppo Amici della Razionalizzazione), “La Lettura”, “La Rivista illustrata del Popolo d’Italia”, “Natura”, “Snia Viscosa”.
Dopo la guerra continua la sua attività di grafico fieristico, in particolar modo nell’ambito della Fiera di Milano (padiglione per la Radio italiana, 1950; salone dei prodotti chimici Montecatini, 1950; allestimento commemorativo per il 50° della morte di Giuseppe Verdi, 1951; padiglione Montecatini, 1952; stand Rai-Tv, 1952 e 1954, ecc.).

Noto è anche l’allestimento del padiglione Italia 61 a Torino (1961), per il centenario dell’Unità d’Italia.

Tra la seconda metà degli anni Trenta e gli anni Sessanta, Carboni allestisce inoltre le campagne pubblicitarie di numerose grandi aziende, segnandone spesso la crescita o l’affermazione sul mercato. Ricordiamo, in particolare, quelle per la Olivetti (1935), per la Shell (1937), per la Motta (1939), per la Rai-Tv (dal 1948), per la Barilla, per la Bertolli (dal 1952) e per la Pavesi (dal 1958).

Nella comunicazione pubblicitaria, Erberto Carboni portava la sua esperienza di illustratore e la sua attenzione per l’architettura della pagina, quest’ultima derivata dai suoi studi, ma ancora di più dalla collaborazione con Boggeri, dall’amicizia con Herbert Bayer, dalla contiguità ideale con le tematiche del Bauhaus.
Si aggiudica numerosi riconoscimenti, quali il Premio nazionale della grafica pubblicitaria, il Premio nazionale per l’allestimento di esposizioni, la Palma d’oro della pubblicità, il Gran premio della Triennale di Milano.

Nell’ultimo frangente della sua vita, ridotta l’attività di progettista grafico, si dà alla scultura e alla pittura, esponendo in alcune gallerie d’arte e alla Biennale di Venezia del 1972.

Erberto Carboni (Parma, 1899 – Milano, 1984) è stato un architetto, designer e pubblicitario italiano italia Biennale Internazionale d'Arte di Venezia cctm a noi piace leggere

immagine: Erberto Carboni, manifesto pubblicitario per la 26ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1952

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Erberto Carboni (Parma, 1899 – Milan, 1984) was one of the leading figures in twentieth-century Italian graphic design, as well as an architect, illustrator and advertising innovator.

After graduating in architecture from the Academy of Fine Arts in Parma in 1921, receiving an honours diploma, Carboni began his professional career as a graphic designer, opening a studio in his hometown and producing advertising materials for local businesses.

At the same time, he developed a successful career as an illustrator, collaborating with publishing houses on the visual design of popular fiction books and contributing to magazines including Lidel, Novella, Dramma, Emporium and Le Grandi Firme.

In 1932, he moved to Milan, where he came into contact with Studio Boggeri and Olivetti’s Advertising and Development Department, two of the most influential centres of modern Italian graphic design.

Carboni soon established himself as a leading exhibition designer. During the 1930s, he created graphic installations for major cultural and trade exhibitions, including the Exhibition of Italian Aeronautics at the Milan Triennale (1934), the Paris International Exposition (1937), and exhibition stands for Faesite and Montecatini at the Milan Trade Fair (1940).

Alongside this work, he continued to contribute illustrations and graphic projects to publications such as L’Ufficio Moderno—with whose collaborators he founded the Gruppo Amici della Razionalizzazione (Friends of Rationalisation Group)—as well as La Lettura, La Rivista Illustrata del Popolo d’Italia, Natura and Snia Viscosa.

Following the Second World War, Carboni remained active in exhibition design, particularly at the Milan Trade Fair. His projects included the pavilion for Italian Radio (1950), the Montecatini Chemical Products Hall (1950), a commemorative exhibition marking the fiftieth anniversary of Giuseppe Verdi’s death (1951), the Montecatini Pavilion (1952), and Rai-TV exhibition stands in 1952 and 1954.

Among his most celebrated works is the design of the Italia ’61 Pavilion in Turin, created in 1961 to commemorate the centenary of Italian unification.

From the mid-1930s through the 1960s, Carboni also developed advertising campaigns for some of Italy’s most important companies, helping to shape their public image through innovative visual communication. His clients included Olivetti, Shell, Motta, Rai-TV, Barilla, Bertolli and Pavesi.

Carboni’s approach to advertising combined the visual sensitivity of an illustrator with a strong sense of structure and composition derived from his architectural training. His work was further shaped by his collaboration with Antonio Boggeri, his friendship with Herbert Bayer, and his affinity with the principles of the Bauhaus.

Throughout his career, he received numerous awards and honours, including the National Prize for Advertising Graphics, the National Prize for Exhibition Design, the Golden Palm of Advertising, and the Grand Prize of the Milan Triennale.

In the final years of his life, after gradually withdrawing from graphic design, Carboni devoted himself to sculpture and painting, exhibiting his work in galleries and at the Venice Biennale in 1972.

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