cctm collettivo culturale tuttomondo Ferruccio Benzoni (Italia)
Altro versante di Ferruccio Benzoni (Cesenatico, 1949 – Cesena, 1997)
Su un fiume
e a poca meraviglia da un mare
– proprio là ci rivedemmo.
Traghettati o no da una memoria
comunque affaticata.
La stagione non importa – se
quasi fiorita
d’oleandri riverberanti, e lampi.
Verde di lei la pupilla ma
chi meno chi più un po’ tutti
martoriati amari in un dopopace.
E
(rivedendoci)
come in un poker ci trafiggemmo
in un gioco d’occhi
– chi bluffando, altri
calando una felicità tardiva.
da Con la mia sete intatta. Tutte le poesie, Marcos y Marcos, 2020

foto: Ferruccio Benzoni
Se si volesse tentare di redigere il catalogo della poesia del Novecento italiano, si tratterebbe d’un lavoro difficile, arduo, forse impossibile. Vale quindi il tentativo di aver tolto Ferruccio Benzoni dall’ombra nella quale poteva cadere. La sua poesia era ed è il passo notturno delle “musiche” di attesa e stupore, d’una arresa triste dolcezza che guarda e ascolta il quotidiano andarsene del giorno. La sua poesia si fa compagna nella discrezione, nell’etica della decenza, nell’umiltà severa che traccia la linea invisibile del lento pedalare verso casa. Francesco Scarabicchi
Ferruccio Benzoni (Cesenatico, 1949 – Cesena, 1997) è stato un poeta italiano.
È stato tra gli animatori della rivista «Sul Porto», pubblicata dal 1973 al 1983, che riuscì a creare un dialogo tra gli allora giovanissimi redattori (Stefano Simoncelli e Walter Valeri) e alcuni dei maggiori poeti delle generazioni precedenti come, tra gli altri, Franco Fortini, Giovanni Raboni, Giovanni Giudici e Vittorio Sereni. A testimonianza della lunga frequentazione fra Benzoni e Sereni si ricordi Miei cari tutti quanti… Carteggio di Vittorio Sereni con Ferruccio Benzoni e gli amici di Cesenatico, a cura di Dante Isella (San Marco dei Giustiniani, 2004). Un quaderno collettivo del 1980, con una nota di Giovanni Raboni (Quaderni della Fenice-64, 1980), che comprende (oltre ai testi di Simoncelli e Valeri) la raccolta La casa sul porto, costituisce un primo documento rilevante della sua poesia. Seguono poi le raccolte Notizie dalla solitudine (San Marco dei Giustiniani, 1986), Fedi nuziali (Scheiwiller, 1991), Numi di un lessico figliale (Marsilio, 1995), Sguardo dalla finestra d’inverno (Scheiwiller, 1998). Nel 2004 è uscito postumo Canzoniere infimo e altri versi, curato da Dante Isella per San Marco dei Giustiniani.