cctm collettivo culturale tuttomondo Emil Cioran La sofferenza
La sofferenza apre gli occhi, aiuta a vedere cose che non si sarebbero percepite altrimenti. Quindi non è utile che alla conoscenza e, all’infuori di essa, serve solo ad avvelenare l’esistenza. Il che, sia detto di sfuggita, favorisce anche la conoscenza. “Ha sofferto, dunque ha capito” è tutto quello che si può dire di una vittima della malattia, dell’ingiustizia, o di qualunque altra varietà di sventura. La sofferenza non migliora nessuno (tranne coloro che erano già buoni), e viene dimenticata come viene dimenticata ogni cosa, non entra nel “patrimonio dell’umanità”, né si conserva in alcun modo, ma si perde come si perde ogni altra cosa.
Ancora una volta, serve solo ad aprire gli occhi.
Emil Cioran
da L’inconveniente di essere nati, 1973

opera: Volodymyr Kozin
Emil Cioran (Rășinari, 1911 – Parigi, 1995) è stato un filosofo, saggista e aforista rumeno, tra i più influenti del XX secolo.
Nato in Romania, dal 1933 al 1935 visse a Berlino, e dalla seconda guerra mondiale in avanti risiedette in Francia con lo status di apolide; scrisse i primi libri in lingua romena, ma dalla fine del conflitto scrisse sempre in francese.
Vicino al pensiero esistenzialista, si distacca comunque dal movimento esistenzialista francese per la sua distanza ideologica dai principali esponenti quali Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e Albert Camus, rifiutando l’impegno politico attivo sul fronte progressista e condividendo la filosofia dell’assurdo del suo amico Eugène Ionesco, benché venata dal suo pessimismo radicale.
Il pensiero di Cioran è infatti influenzato da Nietzsche, Schopenhauer, Heidegger e successivamente anche da Leopardi dai quali trae il suo nichilismo e il suo pessimismo. I suoi aforismi, anche per esperienze personali, sono infatti pervasi da una profonda amarezza e misantropia, che però vengono temperate dalla sua acuta ironia e dalla sua capacità di scrittura.
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