cctm collettivo culturale tuttomondo Il tailleur di Vincenzo Ferdinandi
Il tailleur di Vincenzo Ferdinandi
Il tailleur Ferdinandi è la quintessenza dello stile, a vederlo oggi non si scorge nessuna ruga o increspatura del volto. Sembra senza tempo. La bravura sartoriale di famiglia gli concede un’estrema facilità nel poggiare il tessuto sul corpo della donna, per esaltarne al meglio le forme e per creare dei modelli immortali. Lasciamo ad Oriana Fallaci, inviata per Epoca, una delle più belle frasi sul suo conto:
“Ferdinandi ha per il tailleur lo stesso culto che un coreografo russo può avere per la danza e un cuoco romano per le pastasciutte alla matriciana. Egli sostiene che in nessun abito la donna è seducente come col tailleur, ipocritamente severo. Tailleurs sono i suoi abiti da mattina, tailleurs sono i suoi abiti da cocktail, tailleurs i suoi abiti da sera, di tessuti rigidi o pesanti, di lana e seta mischiata”.

foto: Vincenzo Ferdinandi, Tailleur, A/I 1954
Vincenzo Ferdinandi (Newark, 1920 – Roma, 1990) è stato uno stilista italiano tra i fondatori dell’Alta moda in Italia.
Nato negli Stati Uniti fece ritorno in Italia a metà degli anni ’40, per aprire un atelier a Roma nella mondanissima Via Veneto.
Collabora e affina il suo stile con Fernanda Gattinoni e nel 1949 è a Parigi, chiamato da Christian Dior per una collaborazione stilistica con la maison francese.
Partecipa nel 1952, con Roberto Capucci, Emilio Pucci, Giovannelli-Sciarra, Germana Marucelli, Jole Veneziani ed altri alla prima storica sfilata presso la Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze. Una giovanissima Oriana Fallaci inviata dal settimanale Epoca ne raccontò la cronaca.
Nel 1953 concorre a fondare, insieme ad altri grandi nomi dell’epoca (tra cui Emilio Schuberth, le sorelle Fontana, Alberto Fabiani, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Gugenheim, Eleonora Garnett e Simonetta), il SIAM – Sindacato Italiano Alta Moda (divenuto poi Camera Nazionale della Moda Italiana).
Sfila a Parigi, Milano, Roma, Londra, Firenze ed è il primo a portare su una passerella una modella di colore, l’americana Dolores Francine Rhiney, sfidando le convenzioni dell’epoca (si è nei primi anni cinquanta).
Le sue creazioni sono indossate da attrici e mannequins di quegli anni.
Ingrid Bergman, Sandra Dee, Jennifer Jones, May Britt, Eliette Von Karajan, Virna Lisi, Sylva Koscina, Isabella Albonico, Eloisa Cianni, Lucia Bosè, Lilli Cerasoli, Ivy Nicholson, Loredana Pavone, Luciana Angiolillo, Marta Marzotto e una giovanissima Elsa Martinelli sono alcune di queste.
Nel 2014 il museo Maxxi di Roma all’interno della mostra “Bellissima” lo annovera tra i pionieri della moda italiana.
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