cctm collettivo culturale tuttomondo Dario Bellezza da Invettive e licenze

Ma mi accora la tua foto
dove inerme guardi
velato di tristezza
l’arido mondo.
Dove la certezza dell’amore
è solo la quiete inquieta
della fine.
Dario Bellezza
da Invettive e licenze, Garzanti, 1991
_
foto: Dorothea Lange, 1930 ca – fair use
Vincitore del Premio Gatti, Invettive e licenze è un libro provocatorio e l’uscita scatena un agguerrito dibattito fra chi lo acclama – Enzo Siciliano scriverà che “Bellezza sa racchiudere in epigrammi di grazia ellenistica alcuni epigrammi di amorosa emozione” – e chi ne biasima senza riserve il contenuto, considerato funesto e pernicioso. Accoglienza che è indice di una società, anche letteraria, ancora non pronta a certe tematiche.
Dario Bellezza (Roma, 1944 – Roma, 1996) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo, traduttore e curatore editoriale italiano.
«Il miglior poeta della nuova generazione»: così Pier Paolo Pasolini salutava l’esordio di Dario Bellezza, nel 1971, con la raccolta Invettive e licenze, che da subito riscosse un grande interesse nella critica e accese nel pubblico un vivace dibattito.
Apprezzato come eccezionale traduttore dell’opera omnia di Arthur Rimbaud, è stato narratore enfatico, a tratti verboso, di una Roma che in quegli anni, a cavallo tra i Settanta e i Novanta, iniziava ad ammalarsi di realtà, perdendo l’innocenza e quel sogno d’eternità. La poesia di Bellezza, in tal senso, può ben sembrare una profezia neo-decadente di quello che la società e il mondo dopo di lui sarebbero diventati. Secondo lo scrittore e poeta Aldo Onorati, testimone tra quelli coi quali Dario condivise le frequentazioni della società letteraria capitolina del secondo Novecento, «la scomparsa di Bellezza ha in effetti segnato la fine di un ciclo».
_
Poeta dell’oscuro, del sublime. Poeta senza tempo, senza limiti, con tutto se stesso, contro tutto e contro tutti. Dario Bellezza è senza dubbio alcuno nel novero dei maggiori poeti della seconda metà del Novecento, seppur la sua opera sia praticamente scomparsa sia dai cataloghi sia dalle librerie patrii. Amatissimo dai suoi lettori e disprezzato senza indulgenza dai detrattori, l’immagine di Dario Bellezza è assurta ai piani nobili della poesia italiana post mortem, una volta bonificata, affrancatasi dal peso di una vita privata troppo strattonata, come tanto spesso accade ai grandi artisti.
cctm collettivo culturale tuttomondo Dario Bellezza da Invettive e licenze
