cctm collettivo culturale tuttomondo Flamenco
di Tomas Borras (Madrid, 1891-Madrid, 1976)
Ed essere flamenco è così:
è avere carne, cuore, passioni,
pelle, istinti e desideri diversi;
è un vedere il mondo diverso,
con i sensi all’erta;
il destini della coscienza,
la musica dei nervi,
libera fierezza,
allegria tra le lacrime,
il dolore, la vita e
tinto di malinconia l’amore;
odiare la monotonia,
il metodo che castra;
immergersi nel canto,
nel vino e nei baci;
e trasformare in un’arte sottile,
di capriccio e libertà, la vita;
senza accettare i ceppi della mediocrità;
giocarsi il tutto per tutto;
assaporarsi, darsi, sentirsi,
vivere!
video: Joaquín Cortés dal film Flamenco, 1995 – regia di Carlos Saura
Il flamenco è una forma d’arte spagnola, nata in Andalusia, che unisce canto (cante), chitarra (toque) e danza (baile), famosa per la sua intensa espressività emotiva, i ritmi complessi e i movimenti di piedi e corpo, Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Originariamente espressione intima di gioia e dolore, specialmente della comunità gitana, si è evoluto in uno spettacolo teatrale caratterizzato da diversi stili (palos) come la soleá, alegría e bulería, accompagnato da strumenti come nacchere e cajón, e da abiti tradizionali con scarpe speciali per lo zapateado (battito dei piedi).
Tomas Borras (Madrid, 1891-Madrid, 1976) è stato uno scrittore, giornalista e drammaturgo spagnolo.
Iniziò la carriera letteraria e giornalistica negli anni ’10, diventando una figura di spicco nel panorama culturale madrileno. Durante la Guerra Civile Spagnola visse esperienze drammatiche, narrate nel suo libro De Corte a checa, che riflette il passaggio dal regime monarchico alla repressione repubblicana. Fu autore prolifico di romanzi, pièces teatrali e saggi, spesso ispirati alla Madrid popolare e al folclore.
Borrás manifestò una profonda passione per il flamenco, che definì come un’essenza unica: «Essere flamenco è avere un’altra carne». Questa celebre frase cattura la sua visione del flamenco non solo come musica, ma come stato d’animo e identità andalusa, celebrata in articoli e scritti dove esaltava cantaor e l’autenticità gitana.
Joaquín Cortés (Cordova,1969) è un ballerino spagnolo.
Cortés mostra interesse per la danza sin da piccolissimo. Quando la sua famiglia si trasferisce a Madrid nel 1981 il sogno di fare il ballerino diventa concreto, seguendo lezioni esclusive di danza e nel 1984, giovanissimo, entra a far parte della compagnia di balletto nazionale di Spagna. Con il National Ballet spagnolo si esibisce nei teatri più importanti del mondo arrivando anche negli Stati Uniti al Cosmopolitan Opera House di New York.
Successivamente sceglie di abbandonare la compagnia nazionale spagnola per costituirne una sua – la Joaquin Cortès Flamenco Ballet – che gli desse più margine creativo. La compagnia che ha fondato gli ha, infatti, permesso di creare uno stile riconoscibilissimo che lo caratterizza e che fonda flamenco, danza classica e danza moderna.
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