cctm collettivo culturale tuttomondo Pascal Mercier (Svizzera)
Lasciamo sempre qualcosa di noi quando ce ne andiamo da un posto. Rimaniamo lì anche una volta andati via. E ci sono cose di noi che possiamo ritrovare solo tornando in quei luoghi…
Credevo davvero che non ci saremmo persi mai.
Mi sembrava impossibile. Una volta ho letto da qualche parte: le amicizie fanno il loro tempo e finiscono. Non nel nostro caso, pensai allora, non nel nostro caso … Da allora so come gli esseri umani possano essere avviluppati tra loro e presenti l’uno dentro l’altro ad abissali profondità, senza averne la più pallida idea.
Pascal Mercier
da Treno di notte per Lisbona, Mondadori, 2008

Foto di Pedro Gabriel Miziara su Unsplash
Un incontro fortuito, una donna sconosciuta, una lingua misteriosa. Basta una parola in portoghese a dare un suono all’inquietudine che da tempo agita Raimond Gregorius, compassato insegnante svizzero di lingue morte. Il professore si ritrova così su un treno diretto a Lisbona, sulle tracce dell’enigmatico scrittore Amadeu Ignacio de Almeida Prado. Nella capitale lusitana scoprirà una vicenda che lo obbligherà a confrontarsi con le contraddizioni degli affetti e gli orrori della Storia.
Pascal Mercier, pseudonimo di Peter Bieri (Berna, 1944 – Berlino, 2023), è stato uno scrittore e filosofo svizzero.
Dopo aver studiato filosofia, anglistica e indologia, ha conseguito un dottorato con uno studio sull’esperienza del tempo secondo la teoria del filosofo inglese John Ellis McTaggart.
Il suo libro Treno di notte per Lisbona, successivamente adattato per il cinema, è diventato uno dei più grandi bestseller degli ultimi anni, è stato tradotto in trentadue lingue e in Italia ha vinto il Premio Grinzane Cavour per il miglior romanzo straniero nel 2007.
Nel 2022 esce per Fazi Il peso delle parole.
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