cctm collettivo culturale tuttomondo Kahlil Gibran Lo spaventapasseri

Dissi una volta a uno spaventapasseri: «Devi essere stanco di stare in questo campo solitario».
E lui disse: «La gioia di spaventare è profonda e durevole, e non me ne stanco mai».
Kahlil Gibran
da Il folle, Mondadori, 1991
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Illustrazione di Gabriele Romano su Unsplash
traduzione: Isabella Farinelli
Un testo minore, quasi un testamento, dove trapela il tema del dolore eterno. L’autore sembra cercare una nuova libertà e il desiderio di indipendenza è evidente parola dopo parola. Suggestioni e magiche atmosfere fanno di questo libro un gioiello letterario lontano dai clamori del “Profeta” ma ugualmente straordinario.
Kahlil Gibran (Bsharre, 1883 – New York, 1931), è stato un poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense.
Considerato uno dei più grandi poeti del XX secolo, Gibran è conosciuto soprattutto per la sua opera più famosa, Il Profeta, una raccolta di poemi mistici e filosofici che ha avuto un enorme successo in tutto il mondo.
Nato in Libano, Gibran emigrò negli Stati Uniti in giovane età, dove si immerse nella cultura occidentale pur mantenendo un forte legame con le sue radici orientali. La sua opera riflette questa dualità, esplorando temi universali come l’amore, la morte, la spiritualità e il senso della vita.
Oltre alla poesia, Gibran si distinse anche come pittore e illustratore. Le sue opere visive, spesso caratterizzate da immagini simboliche e oniriche, sono esposte in musei di tutto il mondo.
Kahlil Gibran è stato una figura di grande influenza per generazioni di lettori e artisti. La sua opera continua ad essere amata e apprezzata per la sua bellezza poetica, la sua profondità filosofica e il suo messaggio universale di pace e amore.
Tra le sue opere ricordiamo:
Il Profeta (1923)
Le ali spezzate (1912)
Sabbia e schiuma (1926)
La maschera del diavolo (1913)
Il giardino del profeta (1932)
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