cctm collettivo culturale tuttomondo Juan Gelman Sto seduto
Sto seduto come un invalido nel deserto del mio desiderio di te
Mi sono abituato a bere la notte lentamente, perché so
che la abiti, non importa dove, popolandola di sogni.
Il vento della notte abbatte stelle tremanti fra le mie mani,
che ancora non si adattano, vedove inconsolabili della tua chioma.
Nel mio cuore si agitano gli uccellini che in lui hai seminato
e a volte gli darei la libertà che esigono per ritornare a te
con il gelido filo del coltello.
Ma non può essere. Perché sei tanto in me, tanto viva
in me, che se morissi io, ti morirei.
Juan Gelman
dalla rivista “Poesia”, Anno XXVII, Luglio/Agosto 2014, N. 295, Crocetti

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traduzione: Laura Branchini
Juan Gelman, poeta. Padre di Marcelo, suocero di Maria Claudia, rapiti a venti anni dai sicari della dittatura argentina e mai più tornati dai campi di prigionia segreti, i luoghi del tormento che cancellarono una intera generazione. Nonno, infine, di una bambina nata in carcere e della quale si perde ogni traccia. Nel 1999 una sorpresa inattesa quanto sospirata: ritrovò sua nipote Macarena, nel frattempo adottata da una famiglia uruguayana di Montevideo.
Per anni quest’uomo mite e sapiente, nato a Buenos Aires da una coppia di immigrati ebrei ucraini, si dedica a una implacabile ricerca: interroga e si interroga senza riposo, scrive lettere, raccoglie firme, denuncia aguzzini mascherati, militari in alta uniforme e protettori politici. Per anni, dopo la fine della dittatura, ragiona di amore e di dolore. Il dolore – scrive – non si dimentica di me.
Juan Gelman (Buenos Aires, 1930 – Città del Messico, 2014) è stato un poeta, scrittore e giornalista argentino, Premio Cervantes nel 2007.
Gelman ha vissuto in prima persona gli orrori della dittatura e dell’esilio che hanno sconvolto il suo paese e la sua famiglia (figlio e nuora uccisi, nipote data in adozione con falso nome) e ha lottato tutta la vita per la restituzione della memoria ai desaparecidos. Poeta di straordinaria intonazione lirica e valenza civile, è stato uno dei poeti più importanti di lingua spagnola del secondo Novecento.
In Italia, oltre ai due volumi fondamentali per conoscere la sua opera poetica, editi da Guanda, Lettera a mia madre (1999) e Valer la pena (2007), le pubblicazioni poetiche in lingua italiana comprendono anche: Composizioni (Rayuela Edizioni, 2011), L’accanito cuore amora (Il Ponte del Sale, 2014), Il Millepiedi e il Ragno (Burritos Edizioni, 2012).
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