cctm collettivo culturale tuttomondo Fortuna
“La Dea Fortuna è un segreto, un tocco magico. Come fai a tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, rubi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi e lui ti scende fino al cuore e da quel momento quella persona sarà sempre con te! “
dal film di Ferzan Ozpetek La Dea_Fortuna, 2019

foto: Statua romana della dea Fortuna nei Musei Vaticani – Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication
La dea Fortuna ha origini etrusche, dove era conosciuta come una divinità legata alla fertilità e al destino. Con l’espansione del dominio romano, il suo culto fu assorbito nella religione romana, diventando una delle divinità più rilevanti del pantheon.
Fortuna era spesso raffigurata come una figura femminile alata, simbolo della mutevolezza della sorte. In una mano reggeva la cornucopia, rappresentante abbondanza e prosperità, mentre con l’altra teneva la ruota, simbolo del ciclo imprevedibile della fortuna, capace di portare sia ricchezza sia rovina. La sua immagine era ampiamente diffusa in tutta Roma: si trovava nelle case, nei templi e persino sulle monete.
Il culto della dea Fortuna era celebrato in vari momenti dell’anno attraverso festività e riti sacri. Una delle celebrazioni più importanti era il “Dies Fortunae“, il giorno dedicato alla dea_Fortuna, che cadeva il 24 giugno nell’antico calendario romano.
Durante il Dies Fortunae e altre festività, si svolgevano processioni, sacrifici, offerte votive e cerimonie religiose nei templi dedicati a Fortuna, come il celebre tempio di Fortuna Primigenia a Palestrina.
I devoti della dea facevano offerte di cibi, vino, fiori e oggetti preziosi nei suoi templi, pregando per il suo favorire nelle loro imprese, affari e lotte quotidiane.
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