cctm collettivo culturale tuttomondo Chiara Tagliaferri (Italia)
La strada per Graceland è fatta di pioggia. Ho insistito io per venire. Da Hot Springs – dove ci troviamo io e Nicola – sono tre ore di macchina. L’Arkansas è un susseguirsi di boschi, supermercati Walmart e cartelli che pubblicizzano principalmente Dio (il mio preferito recita: IF YOU DIED TODAY DO YOU KNOW WHERE YOU’RE GOING? JESUS LOVES YOU). Pochissimi esseri umani.
Nei Walmart ci sono dei vecchi che si muovono lenti. Riempiono i carrelli con lattine di birra e caffè della Black Rifle. I cappellini sulle loro teste dicono che voteranno per Donald Trump. Le donne – unghie curate, facce arrese – fanno la spesa in pigiama. Ho freddo per via dei banchi di surgelati. Da quando sono arrivata non mangio carne: bistecche giganti nel reparto macelleria gocciolano sangue nelle confezioni di plastica. Qualcosa di andato a male sembra volerci sovrastare. Così, quando sento mia mamma al telefono e lei dice: «Vai a trovare Elvis se sei da quelle parti. Digli che è sempre il migliore. Portagli dei fiori», io penso che è un’ottima idea per togliermi di dosso l’odore dolciastro della morte.
Chiara Tagliaferri
incipit di Arkansas, Storia di mia figlia, Mondadori, 2026

Pur raccontando una vicenda personale e per molti versi eccezionale, queste pagine ci parlano di qualcosa che riguarda tutti noi: è un libro sull’amore che non ha bisogno di legami di sangue, sul nostro essere stati prima di tutto figli e figlie che hanno conosciuto l’incanto e lo spavento dell’infanzia, e sulla forza che può nascere da un’alleanza di corpi pronti a tutto pur di accogliere una nuova vita.
Per molto tempo Chiara si è mossa nel mondo badando solo a se stessa, tenendosi a distanza di sicurezza dall’idea di diventare madre. Eppure, a quarant’anni, complici una diagnosi di menopausa precoce e un amore capace di farle immaginare il futuro, un desiderio feroce si fa strada in lei. Inizia così una dolorosa discesa nel labirinto delle cliniche per la fertilità: esami, terapie sfiancanti e speranze tradite da un corpo che respinge ogni tentativo. Quando le possibilità della medicina in Italia sembrano esaurite, Chiara e suo marito Nicola intraprendono un viaggio lungo la “ferrovia sotterranea” della gestazione per altri. È un percorso raccontato con una franchezza disarmante, spogliato da ogni idealizzazione, un’odissea lunga sette anni piena di incognite e colpi di scena, tra l’individuazione di un’agenzia, la scelta della donatrice, lo spettro della pandemia, la ricerca di una gestante. La meta finale è l’Arkansas, nel Sud degli Stati Uniti: una terra di boschi, fucili e creature mitologiche (sirene sperdute in un Walmart, cerbiatti che indicano la strada, Elvis che esce dai jukebox). Qui Chiara e Nicola incontrano Daisy, la donna luminosa e fiera che renderà possibile la nascita di Lula, la loro bambina.
Chiara Tagliaferri usa la letteratura per attraversare il dolore, la rabbia e l’amore che accompagnano questa avventura, fatta di paure che assumono le sembianze delle ombre di Twin Peaks e alleanze che aiutano a ritrovare il sentiero di mattoni gialli del Mago di Oz. Scritto mentre una legge, otto mesi dopo l’arrivo di Lula, rendeva la Gpa “reato universale” nel nostro paese – stabilendo che il desiderio di un figlio può diventare un crimine -, Arkansas è anche un atto di rivendicazione, una storia che estende il significato delle parole maternità e famiglia.
Chiara Tagliaferri è nata a Piacenza e oggi vive a Roma.
Il suo romanzo Strega comanda colore è uscito nel 2022 per Mondadori. È autrice con Michela Murgia dei libri Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe (Mondadori, 2019), e Morgana. L’uomo ricco sono io (Mondadori, 2021), ispirati dall’omonimo podcast di culto della piattaforma Storielibere.fm. Per Storielibere.fm ha curato ed è autrice di diversi altri podcast come Les Diaboliques e Sailor, ideato con Maria Luisa Frisa. Dal 2021 conduce gli incontri di Orizzonti Extra alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e dal 2025 la sezione Doppio testo del Bari International Film Festival.
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