cctm collettivo culturale tuttomondo Rocco Scotellaro Ottobre
Ottobre di Rocco Scotellaro (Tricarico, 1923 – Portici, 1953)
L’estate si trascina
i cardi inariditi
e la mosca pusillanime,
le strade sparse di paglia,
il vuoto alle finestre,
il prezzemolo verde ancora
e il garofano nei vasi
ora che Ottobre s’impone.
Ottobre è là: quella nuvola nera
attesa sulla collina
piegata dai tocchi della sera.
da È fatto giorno, Mondadori, 1954

immagine dal web
Pubblicata postuma nel 1954 e insignita l’anno seguente del Premio Viareggio, “È fatto giorno” rappresenta una delle raccolte poetiche più alte del Novecento italiano e il compimento della breve, intensissima vicenda umana e letteraria di Rocco Scotellaro. In queste pagine la Lucania non è soltanto un luogo geografico, ma il cuore di una civiltà millenaria che prende finalmente voce.
Rocco Scotellaro (Tricarico, 1923 – Portici, 1953) fu poeta, narratore, saggista e protagonista della rinascita culturale e civile del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra.
Figlio di una famiglia di artigiani lucani, partecipò giovanissimo alla vita politica del suo paese, divenendo sindaco di Tricarico a soli ventitré anni e dedicando il proprio impegno alla difesa delle popolazioni contadine e alla riforma delle campagne. Dopo l’esperienza amministrativa si dedicò alla ricerca e agli studi meridionalistici collaborando con Manlio Rossi-Doria presso l’Osservatorio di Economia Agraria di Portici, dove approfondì le trasformazioni economiche e sociali del Sud italiano. La sua opera letteraria, sviluppatasi nell’arco di appena un decennio, comprende la raccolta poetica “È fatto giorno”, il romanzo autobiografico “L’uva puttanella”, il volume d’inchiesta “Contadini del Sud” e numerosi racconti e scritti civili. La sua poesia, nella quale lirismo, memoria, coscienza storica e partecipazione umana si fondono in una voce di straordinaria autenticità, ha profondamente rinnovato il modo di rappresentare il Mezzogiorno nella letteratura italiana, sottraendolo tanto al pittoresco quanto alla semplice denuncia sociale. A oltre settant’anni dalla sua scomparsa, Rocco Scotellaro è riconosciuto come una delle personalità più alte della poesia civile del Novecento e una delle voci più limpide della cultura italiana del secondo dopoguerra.
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